Posted on Lascia un commento

[:it]La Scuola dei Misteri dell’’Occhio Sinistro di Horus[:en]The Mystery School ” Left Eye of Horus[:]

[:it]

Occhio di Horus
Occhio di Horus

La Via dell’Occhio Sinistro di Horus, il Sole Femminile o la Via Umida (il Mercurio degli Alchimisti, che incarna l’Anima, come vapore esteriore e sensitivo) che porta al misticismo, è trattata estesamente nel libro dedicato alle Dee e al Femminile Sacro e in quello delle danze sacre femminili dell’Antico Egitto. è il cammino Femminile che esplora la natura umana delle emozioni e dei sentimenti, sia positivi che negativi, delle energie psichiche, della nascita e della morte. Il percorso femminile invita ad aprirsi alla vita, imparando a ricevere con amore ogni sua manifestazione; è la Via del Tantra e l’uso consapevole dell’energia sessuale; la Via delle Arti come il canto, la musica, la danza, la pittura, la scultura e la tessitura; la Via dell’accettazione, del Perdono e della Saggezza del Cuore; è l’ago-Amore che cuce insieme ciò che è stato diviso e le braccia della Madre tese all’umanità caduta. L’energia femminile, apparentemente passiva, mantiene la coesione del Creato (ricordiamoci che è grazie alla Dee che l’esistenza viene in essere) e ha una funzione Rivelatrice: è tramiteIside, Osiride diviene immortale, attestando così la Sua indiscutibile potenza.

Il-simbolismo-nelliconografia-egizia-

In questa Scuola s’insegnava che la Creazione è il Sogno di Dio, anzi il suo Gioco, la manifestazione del suo Amore creativo. Gli universi in cui viviamo sono solo degli ologrammi della Sua mente che si tessono, tramite le mani di Neith la Tessitrice, e si disfano in funzione dei nostri livelli di coscienza. Attraverso questa consapevolezza si ri-scopriva che la Gioia e l’Amore sono il lievito dei mondi. L’Intento della Via dell’Occhio Sinistro era quello di attivare la parte destra del cervello e unirla alla parte sinistra per ritrovare l’Unità: un programma semplice e chiaro, no? Sembra che il suo percorso durasse dodici anni e si svolgesse nei dodici templi principali, che sorgevano lungo il Nilo: il novizio passava un anno-ciclo in ognuno di questi Templi, per sperimentare tutte le sfaccettature femminili della Coscienza. Se il mondo femminile dei sentimenti non è in equilibrio l’evoluzione si blocca, poiché senza un corpo emozionale stabile, la mente inganna se stessa. La Grande Iniziazione poteva aver luogo alla fine di questo percorso se Sekhem aveva già compiuto parte della sua serpentina ascesa. Qui l’ascesa di Sekhem è suscitata da un sentimento di omaggio e gratitudine verso la Dea: è l’Amore che provoca l’Ascesa di Sekhem, che sboccerà nel loto azzurro

Jivan Parvani

Yoga Faraonico

[:en]

Occhio di Horus
Occhio di Horus

Via the Left Eye of Horus, the Sun Female or Via Humid (the Mercury of the Alchemists, who embodies the soul, as steam outward and sensitive) that leads to mysticism, it is treated extensively in the book dedicated to Dee and Feminine sacred and the sacred dances female of Ancient Egypt. Female is the path that explores the nature of human emotions and feelings, both positive and negative, psychic energy, of birth and death. The route invites women to be open to life, learning to receive with love all its manifestations; It is the way of Tantra and the conscious use of sexual energy; Avenue of the Arts as singing, music, dance, painting, sculpture and weaving; Via the acceptance, of Forgiveness and Wisdom of the Heart; Love is the needle-stitching together what was divided and the arms of Mother held out to fallen humanity. The feminine energy, seemingly passive, maintains the cohesion of Creation (remember that it is thanks to Dee that the existence comes into being) and has a function of Revealing is tramiteIside, Osiris becomes immortal, as proof His unquestionable power.

Il-simbolismo-nelliconografia-egizia-

In this school si’insegnava that Creation is the dream of God, rather his play, the manifestation of his creative love. Universes in which we live are only holograms of your mind that you weave through the hands of Neith the Weaver, and come apart in function of our levels of consciousness. Through this awareness will re-discovered the Joy and Love are the leaven of the worlds. The intent of the Way Left Eye was to activate the right brain and add it to the left to find the unit: a simple and clear, no? It seems that his career lasted twelve years and should take place in the twelve main temples, which were built along the Nile: the novice passed a year-round in each of these temples, to experience all the facets of the feminine consciousness. If the female world of feelings is not in balance evolution crashes, because without a stable emotional body, the mind deceives itself. The Great Initiation could take place at the end of this path if Sekhem had already completed part of his serpentine ascent. Hence the rise of Sekhem is aroused by a sense of honor and gratitude to the Goddess is love that causes the Rise of Sekhem, that will blossom in the blue lotus
Jivan Parvani

Yoga Faraonico

[:]

Posted on Lascia un commento

Jivan Parvani

posa
Jivan Parvani, fondatrice, Direttrice Artistica e Presidente dell’ Associazione e Accademia di danza Egiziana “Le danzatrici di Iside” è danzatrice, Maestra Formatrice e coreografa di notevole spessore artistico e spirituale.
La prima parte del suo percorso formativo è di tipo spirituale e inizia a 14 anni con la IMG_4551pratica dello yoga e le successive iniziazioni a diverse tecniche di meditazione. Per  dieci anni ha cercato e provato in molte tradizioni iniziatiche, poiché la sua evoluzione spirituale era tutto ciò che chiedeva alla vita: dalle tecniche Yoga tradizionali e di Osho, alla Meditazione Trascendentale… dalle mistiche danze rotanti dei Sufi e l’uso dei mantra con i nomi di Dio, alle confraternite mistiche del cristianesimo… dallo studio dell’Astrologia Karmica, che ha praticato e insegnato a lungo, alla magica iniziazione all’antica arte dei Tarocchi, avvenuta in un sogno… per proseguire con il massaggio cinese, il Reiki, il Tao Yoga, i Fiori di Bach e altri metodi di cure naturali.
Nel 1987, volle corporeizzare il suo percorso spirituale cambiando nome… divenne così Ma Jivan Parvani (Colei che celebra la Vita) come discepola di Osho Rajneesh… l’anno dopo la luce arrivò a lei, nelle vesti di sua figlia Prem Mahan Pavanello, che ne ha seguito le tracce: era felice, ma lo Yoga e la meditazione cominciarono a non appagarla più… voleva muoversi, aveva voglia di vita … era stata a meditare troppo a lungo… voleva danzare.
Come sempre la Vita risponde alle richieste di un cuore sincero così, nel 1991, durante uno dei suoi lunghi viaggi in India, fatti per approfondire lo Yoga e lo studio delle filosofie orientali, è stata iniziata alla danza Egiziana da IMG_4146Erasmia, una mistica danzatrice greca, che insieme alla tecnica le ha dato diverse “chiavi” sui significatienergetico-spirituali diquesta antica danza.
Uno strano intreccio Karmico l’ha portata ad essere iniziata in India a ciò che era la danza egiziana… un evento che l’ha sempre spinta ad unire le due antiche tradizioni…fu in India che venne incoraggiata a danzare e a seguire la sua Via. I Sadhu (sacerdoti indiani) organizzavano per lei dei concerti, che si svolgevano nei giardini dei templi o, come a Khakjuraho, all’interno dei templi stessi… così per quattro mesi si trovò a danzare nei templi e per i Sadhu, che l’acclamavano come l’incarnazione vivente delle antiche Devadasi… l’ebbrezza provocata dalla musica, dalle loro continue ovazioni le fecero provare l’intima unione con la Dea.
Una porta si era spalancata davanti a lei… l’incontro con questa danza è stato illuminante! Attraverso la danza si puòsperimentare l’estasi, lo Yoga e l’Unione con il Tutto: danzare è una forma di meditazione in movimento sulle ali della musica…
Afferrata l’essenza della danza si è dedicata con passione al suo studio teorico, culturale e alla sua pratica e, per molti anni dimenticò lo Yoga ma, facendo tesoro della sua esperienza sui chackras e sull’energia, ha elaborato un suo personale sistema di insegnamento olistico.
Ha continuando a studiare con Erasmia e ha percorso la prima parte delle sue esperienze con Roberta Bongini e Kassim Bayatly. Proseguendo poi con Suraya Hilal, famosa danzatrice-coreografa egiziana che, con il suo profondo lavoro sugli stili della danza egiziana, ha segnato la sua visione della danza mentre, dal punto di vista pedagogico e di insegnamento, si è perfezionata sotto la guida di Sabina Todaro. Ha praticato le tecniche Pilates, Feldenkrais, Alexander e l’Eutonia che applica al suo insegnamento.
Ha studiato successivamente con maestri di fama internazionale quali: Wendy Bonaventura, Zaza Hassan, Hossam e Serena Ramzy,  Mona Habib, Leyla Haddad, Amir Thaleb, Wael Mansour e Chiara saccomanno con la quale lavora e collabora attualmente.
Il suo grande bagaglio culturale e la sua costante ricerca storica, la designa come una “Custode della tradizione egiziana”, perché non solo pratica e insegna le danze tradizionali egiziane: la danza delle Ghawazi , l’Hagalla, il Sai’di, lo Zar, la danza delle Grandi Dive, la Melaya e il Beledi (la descrizione dei diversi stili si trova nella presentazione degli stage monotematici tenuti da Jivan Parvani e nel Curriculum della sua Compagnia) in uno stile poco contaminato, ma attualmente ha completato la sua monumentale opera sullo Yoga faraonico e le danze Sacre dell’Antico Egitto.

Le danze sacre dell’Antico Egitto

Questo sogno (iniziato nel 1999) la spinse verso nuovi orizzonti e studi, che si inseriscono in un lavoro di archeologia sperimentale applicata alla danza e allo spettacolo, le cui coreografie e rituali si rifanno a quelli immortalati nei dipinti e nei bassorilievi delle tombe e dei templi d’Egitto… Il risveglio della Dea attraverso le danze sacre dell’Antico Egitto sta ora colmando il suo cuore, poiché ha compreso che all’interno di ogni donna è racchiusa la sua ancestrale saggezza, la sua divinità, la sua Dea… i gesti e le movenze di queste danze, celando un simbolismo vivente, sono una delle chiavi per attivarne il Ricordo.
E’ una danza femminile nella sua essenza, ma che porta nel suo grembo le geometrie sacre e i “giusti gesti”, insegnati da Thot… una perfetta fusione delle due energie primigenie, l’aspetto statico del geroglifico e l’aspetto dinamico del movimento e della rotondità, per creare un repertorio di danze ineguagliabile per il potere energetico che sanno evocare.
Attraverso di essa, le anime legate all’Antico Egitto, potranno operare velocemente la transizione verso il “Nuovo Femminile” che si sta creando.
In questo momento, riappropriasi delle danze femminili ha la potenza di una rivoluzione delle coscienze

                                                            Acquista il Libro – Yoga Faraonico di Jivan Parvani
Posted on 1 commento

Introduzione di “Yoga Faraonico” di Jivan Parvani

Parvani Copertina ok

Lo studio del passato e della tradizione sono una parte fondamentale della mia vita. Da quando ho aperto gli occhi in questo mondo, mi sono sempre fatta tre domande’: da dove vengo? Chi sono? Dove sto andando?

Ero una bambina felice, ma la sete di sapere, di avere una risposta al mio dilemma esistenziale, mi tormentava. All’età di quattordici anni mio fratello comprò un libro sullo Yoga e fu amore immediato. Mi sono alzata all’alba per molti anni, adoravo alzarmi per dare il benvenuto al nuovo giorno. Dopo i bagni rituali facevo le asana, meditavo, salmodiavo mantra, mi sentivo un fiore che sbocciava: sentire l’energia che scorreva nel mio corpo e nella mia anima mi dava un piacere estatico.

Feci parte del mio percorso in solitudine, come un eremita, facendo digiuni e austerità, mentre continuavo la mia vita come una ragazza della mia età, ma ebbi il dono di essere Iniziata in molte tecniche di meditazione. Provai e cercai in molte tradizioni: dalle tecniche Yoga e di Osho, alla Meditazione Trascendentale; dalle mistiche danze rotanti dei Sufi e la recitazione dei sacri nomi di Dio, alle confraternite mistiche del Cristianesimo; dallo studio dell’Astrologia Karmica, che ho praticato e insegnato a lungo, alla magica iniziazione all’antica arte dei tarocchi, avvenuta in un sogno. La mia evoluzione spirituale era tutto ciò che chiedevo.

I concetti dello spazio-tempo e della causa-effetto lentamente si costruirono e si radicarono in me, permettendomi di capire (non a livello razionale, ma esistenziale) come il passato genera il presente che, a sua volta, darà vita al futuro, in un continuum senza fine. Il futuro non è mai presente e il presente nasce sempre dal passato, quindi è verso il passato che il mio sguardo si è sempre focalizzato, attratto irresistibilmente verso le origini di ogni evento, personale o collettivo.

Scoprire e conoscere ciò che fu ha sempre portato gioia al mio cuore: era/è come un’eco lontana che appaga la mia anima. Questo già molto prima di incontrare la Danza, l’argomento del terzo volume.

Quando ho incontrato la Danza Orientale ero in India ad approfondire lo studio dello Yoga e a ritrovare una parte della mia storia e di me stessa; la danza era tutto ciò che a livello fisico avevo sempre desiderato fare, il mio sogno nel cassetto. Il “caso” ha voluto che fossi iniziata da Erasmia, una mistica danzatrice greca che, insieme alla tecnica, mi ha dato diverse “chiavi” sui significati energetico-spirituali di quest’antica arte.

Afferrata l’essenza della Danza della Vita, è stato naturale per me voler scoprire le origini di ciò che aveva così appassionato la mia anima. E stato un percorso a ritroso iniziato con la storia della danza araba e poi, sempre più indietro alla danza dell’Antico Egitto, e ancora più indietro alle danze archetipiche e primitive. Ricercando l’origine della danza delle donne, mi sono imbattuta nelle Scienze segrete dell’Egitto, nelle conoscenze Ermetiche, nello Yoga, nell’antica Gnosi che la leggenda e i miti narrano provenire da Eliopoli, ma soprattutto nella Dea e nelle sue sacerdotesse.

Studiando le leggende, i miti cosmologici e gli Dei/Dee egiziani ho ritrovato l’origine della civiltà greca e, di conseguenza, della matrice del pensiero occidentale. Le religioni che pratichiamo, i simboli che ci circondano, gli archetipi che ancora agiscono in noi derivano in parte dalla cultura egiziana. I grandi filosofi greci e le anime più feconde del Vicino Oriente erano state iniziate ai Misteri egizi e avevano studiato nella “Casa della Vita” ma, avendo giurato di mantenere il segreto, una volta tornati in patria non poterono rivelare ciò che avevano sperimentato. Così, per partecipare alla Grande Opera e divulgare l’esperienza del divino, fondarono religioni e scuole di ascesi, ricoperte di veli e Misteri, traducendo la Gnosi con il linguaggio della civiltà cui appartenevano. Insegnava Thot ad Asclepio:

«Ignori dunque, o Asclepio, che l’Egitto è la copia del Cielo o, per meglio dire, il luogo in cui si trasferiscono e si proiettano qui in basso, tutte le operazioni che governano e mettono in opera le forze celeste! Anzi, per dire la verità, la nostra terra è il Tempio di tutto il mondo. E tuttavia, bisogna che voi sappiate! Verrà un tempo in cui sembrerà che gli Egizi abbiano onorato invano i loro Dei, nella pietà del loro cuore, con un culto assiduo […]. Gli Dei, abbandonando la Terra, ritorneranno in Cielo: essi abbandoneranno l’Egitto; questa terra, che fu sede delle sante liturgie, ormai vedova dei suoi Dei non godrà più della loro presenza […]. Allora questa terra santissima, sede di santuari e templi, sarà tutta ricoperta di sepolcri e di morti.

O Egitto, Egitto, dei tuoi culti non resteranno che favole, e quelle stesse sembreranno incredibili ai posteri, e sole sopravviveranno le parole incise su pietra a narrare i tuoi atti di pietà».

Questa profezia, che apparentemente riguarda solo l’Egitto, in realtà abbraccia un processo evolutivo molto più grande che comprende la storia della nostra civiltà Thot prosegue affermando che grazie alla bontà divina l’Umanità, arrivata al fondo dell’abisso in cui è caduta, vivrà una rinascita della coscienza del sacro e allora l’Egitto parlerà di nuovo a chi ne saprà udire il richiamo! L’epoca di cui si parla è sicuramente la nostra e nessuno può negare quanto l’Egitto sia divenuto attuale. Un tunnel spazio – temporale si è aperto attraverso il quale l’antica Conoscenza si sta riversando nel nostro presente, riaprendo un dialogo rimasto interrotto per troppo tempo.

L’Egitto si offre come la parte smarrita della nostra storia e di noi stessi e l’attuale sete di autentica spiritualità trova in esso, come nell’Oriente, una guida sicura che accompagna verso il futuro. “La Restaurazione del Tempio” è iniziata, ma il nuovo Tempio non potrà avere la forma di quello distrutto, perché l’uomo di oggi è molto diverso dai suoi antenati e l’Eterno Nuovo richiede un continuo processo di evoluzione e di rinnovamento.

Nonostante la nostalgia che mi pervade, pensando alle civiltà antiche governate da Uomini che avevano realizzato Dio, capisco che nulla si può mai ripetere allo stesso modo e che l’Egitto non potrà più tornare a essere ciò che fu. Ma la Luce offerta dalla sua Sapienza è ancora un grande faro che può illuminare il nostro cammino, in questa nuova avventura spirituale.

Studiando la danza e i “Giusti Gesti”, manifestazione fisica del potere dei geroglifici, ho lentamente capito che ogni posizione poteva essere paragonata a un’asana o posizione dello Yoga. Una porta si è aperta e un libro meraviglioso intitolato “Le Yoga des Pharaons”, mi ha dato la chiave per collegare le due tradizioni. La polvere che il tempo aveva depositato sulle tecniche usate nello Yoga egiziano si è di colpo dissolta e le mie due grandi passioni, lo Yoga e la Danza, si sono intrecciate permettendomi di ri-creare sia una piccola parte dello Yoga, sia le danze sacre egiziane.

Avendo viaggiato a lungo e diverse volte in India, avendo praticato lo Yoga, ma anche la danza dentro ai templi, avendo partecipato a molte Puja o celebrazioni agli Dei, avendo fatto le processioni religiose, un pellegrinaggio sull’Himalaya alla ricerca della Cima e avendo meditato a lungo, presso i luoghi di cremazione, sul significato della Vita e della Morte e sul valore del nostro rapporto con il divino… non potevo non sentire l’eco di ciò che avevo vissuto in India, in ciò che andavo scoprendo nell’Antico Egitto. L’arte era totalmente diversa è vero, ma la ricerca spirituale le univa. Ho seguito questa ispirazione.

E così che ho potuto comprendere che l’India, tramite il Tibet, e l’Egitto, furono i nuovi fari dell’umanità. I luoghi scelti dai sacerdoti di Atlantide per dare origine alle nuove civiltà post­diluviane (vedi Appendice). Confrontando gli scritti e gli insegnamenti delle diverse religioni, sono riuscita a trovare molti elementi comuni. Il tempo della Separazione è davvero finito, perché in ogni cosa si può ora trovare ciò che Unisce le diverse civiltà ed epoche. Che i semi dell’Uno guidino sempre i nostri passi e ci permettano di comprendere, sempre più, i fili che uniscono le antiche Tradizioni, anziché evidenziare ciò che le divide. La Conoscenza è Una, anche se i suoi volti sono molteplici. Apriamo la nostra mente e il nostro cuore alla possibilità che nessuna religione e civiltà è la depositaria dell’Unica Verità e troviamo nell’Altro ciò che manca per riempire i “vuoti” d’informazione in cui affoghiamo.

Il Tibet, sede per 13.000 anni del Serpente di Luce, ha conservato e trasmesso in maniera molto più vitale, ciò che in Egitto è stato occultato sotto il Velo dei Misteri, per volere di Thot. Possa la sua Conoscenza fornire i tasselli che in Egitto sono andati perduti. In questo senso prenderò sempre a piene mani, ciò che mi servirà per completare i diversi quadri.

La ricerca sulla danza mi ha portato alla Ricerca dell’anima dell’Antico Egitto e per ogni argomento si potrebbero scrivere interi libri e molti sono già stati scritti. Parlare dell’Egitto è ambizioso, perché l’Egitto racchiude una Conoscenza ancestrale velata dal simbolismo e niente è mai certo. Sono consapevole delle molte lacune di quest’opera, mi ci sono voluti anni per mettere insieme le informazioni e il quadro si è formato lentamente. La mia ricerca non è finita, ma sento che è arrivato il momento di condividere quello che sono riuscita a raccogliere perciò, con assoluta umiltà, affido a queste pagine ciò che ho scoperto, sperando che sia di aiuto a chi è destinato ad andare oltre. A chi saprà leggere fra le righe ciò che non può essere detto, ma che lo Toga, la danza e la meditazione possono offrire.

Il libro è diviso in tre parti e mi scuso con il lettore se la Prima Parte potrà sembrare tediosa e di difficile comprensione, ma ho dovuto seguire la Via Faraonica che parte dalle Origini-Cause per arrivare agli Effetti. Non avrei potuto parlare dello Yoga senza introdurre gli aspetti spirituali salienti della loro visione della Vita e della Morte. Una visione che nasce da un rapporto vitale con il mondo degli Dei e dell’Energia.

La Seconda Parte è un manuale pratico di Sema Tauy – Yoga Faraonico, mentre la Terza Parte, dedicata ai Misteri e alle Iniziazioni, è trattata in modo romanzato (tenendo conto di tutto il materiale raccolto e molto altro) per potervi trasportare nel cuore stesso del processo iniziatico.

Questa ricerca mi ha dato molto, mi auguro che possiate trarne la stessa gioia.

Acquista il Libro