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Morto o non Morto: Il Destino di Dio

Nel diciannovesimo secolo, quando  descrisse “Dio è morto”, esprimeva la sua opposizione a diverse visioni del mondo in competizione; il secolarismo liberale del suo tempo, Immanuel Kant e l’idealismo tedesco post kantiano, e all’ideologia cristiana. È a quest’ultimo gruppo che la famosa frase riecheggia più profondamente e la cui risonanza è più ampia. Nella sua risposta all’ideologia cristiana, Nietzsche denuncia il concetto letteralmente letterale e dualistico di Dio come agente al di fuori del mondo che distribuisce ricompense e punizioni del paradiso e dell’inferno in termini semplicistici e non allegorici. Mentre il pensiero tedesco cercava di decifrare un Dio più sofisticato e minuzioso, Nietzsche allertò i suoi contemporanei con il grido di “Dio è morto” per dire che non possiamo più tornare al concetto semplicistico di un Dio dualista visto come separato dal mondo.

Più di centocinquanta anni dopo sembra che ci sia una nuova svolta in questa vecchia frase. Prominentemente esposti sui cartelloni degli autobus di Londra ci sono le parole del biologo evoluzionista Richard Dawkins che afferma: “Probabilmente Dio non esiste, quindi rilassati e goditi la vita”. Questa versione moderna della frase ha una sfumatura che suggerisce l’edonismo. Questo, tuttavia, non è un vero grido per l’ateismo. Il messaggio di Dawkins è più morbido di, ad esempio, Jacques Monod, il celebre biologo che sostiene l’ateismo come la risposta adeguata all’inutilità dell’esistenza; che siamo semplici incidenti chimici. Ciò a cui Dawkins sta rispondendo è la versione fondamentalista di Dio, che Nietzsche ha già eliminato. Dawkins non sta attaccando le nozioni intuitive e mistiche di Dio, ma piuttosto la vecchia moda “Dio nel cielo” del fondamentalismo.

Per affrontare le carenze della visione del mondo fondamentalista, Dawkins avrebbe dovuto piuttosto dire: “Non venire a Dio per paura” e questo, insieme alla domanda “Dio è buono?” La domanda sulla bontà di Dio ha profonde radici filosofiche, e ciò conduce a un percorso bello e curioso che suggerisce Dio come qualcosa di più meraviglioso della sua riduzione ad un agente dualistico.

Ma dicendo rilassati e goditi la vita, Dawkins alimenta una delle ardenti motivazioni per il fondamentalismo; la paura dell’edonismo. La paura dell’edonismo nel suo aspetto peggiore; la ricerca del piacere si scatena, la sazietà senza ritegno e ovunque il caos. Non solo questa paura dell’edonismo alimenta il fondamentalismo, che è la risposta teologica, ma alimenta il terrorismo fondamentalista, una reazione politica alla stessa paura.

C’è un altro modo di vedere Dio che sta guadagnando consenso in Occidente. Una visione che eleva Dio dalla banalità della visione del mondo fondamentalista e dalla beffa di Dawkins. Una visione che mette in prospettiva un Dio più sofisticato, più accurato e più mistico che si levava dalle ceneri della pira funebre che Nietzsche aveva preparato. Questa visione trova la sua articolazione nella Fisica Quantistica. Basandosi su concetti portati alla luce da Einstein e avanzati da una schiera di pensatori e scienziati tra cui Rupert Sheldrake, Roger Penrose, Feynman, David Bohme, C. Blood e altri, sono diventato una delle voci principali di questo nuovo paradigma nella scienza. Nel mio libro God Is Not Dead e nel film The Quantum Activist, in cui espongo il mio caso in modo piuttosto succinto, c’è una nuova mescolanza di filosofia con la religione, della scienza con l’intuizione. Dio come coscienza.

Il Dio suggerito dalla Fisica Quantistica non è il Dio letterale delle Scritture, ma il Dio sofisticato e luminoso che è descritto nelle Scritture; descritto attraverso allegoria e simboli, oltre che aneddoticamente.

C’è una lunga tradizione in Occidente di un Dio della Coscienza che resiste a descrizioni letterali che risalgono a Platone. Origene, uno dei primi padri della chiesa, insieme a Agostino si appropriò dell’Idealismo di Platone per la dottrina della Chiesa. Più tardi arrivarono Erigena e San Gregorio di Nissa che integrarono il pensiero neoplatonico con il dogma della Chiesa. E Tommaso d’Aquino che portò i concetti aristotelici all’interno del cannone della Chiesa, sostenendo che la Ragione era capace di operare all’interno della fede. Anche il giudaismo e l’islam hanno sempre apprezzato il rigoroso dibattito talmudico e coranico sulle interpretazioni del significato all’interno delle scritture.

Quindi, vediamo che la teologia occidentale ha una lunga storia di ricerca del sofisticato Dio del significato e dell’intuizione per sostenere, per così dire, il Dio più letterale della devozione. In altre parole, un percorso di saggezza. Ma in Occidente questa tradizione è stata emarginata. Non è mai stato preso dal mainstream. Non è mai penetrato nella coscienza dell’umanità, ma piuttosto è rimasto un dibattito o una discussione tra teologi, filosofi e uno scienziato illuminato. Infatti, fin dalla codificazione della dottrina della Chiesa nel Medioevo, la filosofia e la religione sono state in gran parte separate. Per la mente tradizionale, la religione è diventata quasi completamente devozionale, mentre la filosofia, appena esistente nel mainstream, ha tentato di riprendere il gioco nel suo rapporto con Ragione e significato.

Colmando questo divario tra filosofia e religione e parlando di Dio e della natura della realtà in termini di coscienza, e sostenendo se stesso con la matematica fino al punto in cui l’equazione di Schròdinger in un certo senso prova l’esistenza di Dio, la fisica quantistica introduce un nuovo paradigma , un nuovo dialogo, un nuovo modo di vedere un vecchio concetto. Nella fisica quantistica, Dio è trascendente, è di tutto, non è locale. Dio è un agente di causalità che agisce al di fuori dell’universo materiale ma effettua le cose all’interno del mondo materiale. Dio è coscienza come non-locale, e siamo in risonanza con Dio quando non siamo nella nostra coscienza egoica, ma in uno stato non-locale. È ciò che i mistici chiamano la Coscienza di Dio o il sentimento oceanico.

La fisica quantistica offre un modello filosofico rigoroso basato sul fatto che la coscienza è primaria a tutto. Le cose, i pensieri, i sentimenti, le emozioni sono tutte ondate di possibilità; onde che sono collassate nella realtà dalla coscienza. Quindi la coscienza, non importa, è il fondamento di tutto l’essere. (Questa è un’idea non rara nei circoli religiosi e filosofici, ma che è rivoluzionaria nella scienza.) Il nuovo paradigma della Fisica Quantistica parla in un linguaggio che è scientifico, chiaro e oggettivo.

Tuttavia, a differenza della scienza e della maggior parte delle filosofie, la fisica quantistica sposa l’ortoprassi e l’ortodossia. Cioè, pratica giusta e giusta dottrina. Ci offre il concetto di attivismo quantistico. L’obiettivo di questo attivismo è esplorare le possibilità quantiche, moltiplicare le scelte quantistiche, sperimentare improvvisi balzi discontinui di creatività, elaborare il significato e rendere i frutti di questi sforzi tangibili e trasformativi nella società più o meno nello stesso modo in cui le religioni predicarebbero pratica delle virtù.

In Oriente, le tradizioni non hanno diviso la filosofia dalla religione come l’Occidente. L’intuizione è sempre stata al centro delle tradizioni orientali. Abbracciando le tendenze filosofiche e mistiche nei loro testi, storie e dottrine, le religioni tradizionali orientali sono più a loro agio nel muoversi tra intuizione, ragione e fede. La fisica quantistica presenta questa dinamica integrata alla mente occidentale. La ragione è possibile nell’intuizione. È un percorso di saggezza per gli occidentali con dati sperimentali per stimolare, soddisfare e correlare la mente della ragione con l’intuizione. La fisica quantistica riporta Dio nella filosofia e nella ragione. E quello che è forse il più rivoluzionario è che la fisica quantistica si rivolge a un vasto pubblico: al laico colto, al ricercatore spirituale e allo stesso filosoficamente inquisitore. Non ha ancora conquistato il mondo scientifico, ma sta arrivando. Questo nuovo paradigma non è solo per le curiosità d’élite di teologi o filosofi selezionati, è un messaggio per il mainstream.

Dalla rivoluzione francese a John F. Kennedy a Barak Obama ci fu un tentativo travagliato ma costante di alzare lo standard di vita per le masse, di salvare la classe media, di sollevarle, per così dire, da una schiavitù travolgente e dare loro tempo per elaborare il significato. Questo non è altro che preparare il terreno affinché un grande gruppo di persone si interessi ai valori e ai significati. Questo evento stimolerà l’evoluzione del pensiero occidentale. Il tempo sembra appropriato per abbracciare l’intuizione e la ragione in congiunzione con la fede e la devozione; coniugare scienza e religione, entrambe ardenti di filosofia. Ridefinendo il Dio popolare in termini di coscienza, la fisica quantistica ha respirato la vita nella divinità morta di Nietzsche completando la traiettoria da “Dio è morto” a “Dio non è morto”.

di Amit Goswami, PhD

http://www.amitgoswami.org

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[:it]Chi sono i mistici? di Valentino Bellucci[:en]Who are the mystics? by Valentino Bellucci[:]

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mistico

Come possiamo davvero parlare dei mistici? Il solo accostarsi a queste figure umane è del tutto sconvolgente. Infatti l’autentica caratteristica di ogni mistico è proprio questa: egli sconvolge ogni nostra categoria, ogni nostro approccio epistemologico. Non possiamo davvero conoscere il mistico con le solite categorie intellettuali e culturali. Con i mistici accade ciò che, secondo Heisenberg, accade con la realtà sub-atomica, ci occorre un linguaggio diverso. Il che significa una visione diversa e una apertura mentale libera da condizionamenti culturali e ideologici. I mistici sono sempre stati motivo di grande imbarazzo per le religioni ufficiali; il mistico inizia il proprio cammino dove il percorso etico-religioso finisce, e, come notava Bergson: “ Lo spettacolo di ciò che furono le religioni e di ciò che alcune sono ancora, è molto umiliante per l’intelligenza umana.

[…] I veri mistici si aprono semplicemente all’onda che li invade. Sicuri di se stessi, perché avvertono in sé qualcosa che è migliore di loro, si rivelano grandi uomini d’azione, cosa di cui si sorprendono coloro per i quali il misticismo non è che visione, trasporto, estasi.” Il mistico è un fenomeno che ha attraversato tutti i tempi e tutti i luoghi, è una condizione estrema della coscienza dove l’essere umano viene trasceso pur restando umano; di questo paradosso (simile alle particelle sub-atomiche che appaiono e scompaiono nello spazio-tempo) hanno dato prova individui come Giovanna d’Arco e William Blake, i quali agivano nella storia pur continuando a vivere in una dimensione altra…Il mistico, come si vedrà, non accetta gli schemi delle religioni o delle categorie intellettuali, egli non fa mai compromessi, mentre ogni religione vive di compromessi, secolo dopo secolo. Il mistico sa che il mondo considerato da tutti come realtà è solo un sogno, mentre le religioni si attaccano fin troppo alla dimensione temporale; anche qui il paradosso: il mistico che vede il mondo come un’illusione lo trasforma, le religioni, invece, si lasciano travolgere dal movimento della storia. I mistici rappresentano il motore segreto dell’umanità, della cultura, di ciò che ha valore; ogni cultura aveva nomi diversi per questa personalità: sciamano, stregone, guru, veggente, ecc.

Giovanna D'Arco
Giovanna D’Arco

In ogni caso i mistici hanno usato termini diversi per descrivere esperienze comuni, e spesso anche le immagini e le parole usate coincidono; le stesse metafore, le stesse parabole, per dare voce all’anima e al suo diretto contatto col divino. I mistici sono rimasti per lungo tempo esclusi dallo studio moderno, anche a causa delle ideologie illuministe e positiviste; da pochi decenni autori come Zolla, Guénon, Panikkar hanno tentato di esplorare il continente mistico, ma ne hanno appena sfiorato alcune zone costiere; occorre iniziare ad avventurarsi nel cuore stesso della mistica, cercando di evitare le due trappole più subdole: l’assorbimento dei mistici ad opera delle correnti new age e il totale rifiuto degli studiosi materialisti. Entrambi gli atteggiamenti nascono dallo stesso errore: non voler vedere il mistico come puro fenomeno. Husserl ci ha consegnato un grande strumento: lo sguardo fenomenologico, uno sguardo che non deve servire i nostri pregiudizi ma deve lasciare parlare l’occhio e il fenomeno. È quello che mi sono proposto con questo libro, che è, appunto, un viaggio dello sguardo nel cuore della mistica.

René Guénon
René Guénon

Guénon notava: “ l’esoterismo islamico non ha niente in comune con il «misticismo». […] il misticismo sembra essere in realtà qualcosa di assolutamente peculiare al Cristianesimo.” Qui il grande studioso ha commesso un grave errore: ha tentato di rinchiudere una personalità esplosiva come quella del mistico in delle rigide categorie; ma il mistico è anche un iniziato e ogni grande iniziato è un mistico; solo che non tutti gli iniziati vengono allo scoperto, come hanno fatto Pitagora, Apollonio di Tiana, Gesù e molti altri…I motivi di questo ‘venire allo scoperto’ li potremo vedere in seguito; intanto occorre riconoscere che la mistica non può essere il fenomeno di una sola religione, poiché come fenomeno essa si è manifestata oltre ogni barriera storica e geografica; Panikkar ha giustamente notato: “ Il mistico vive la Vita nella sua pienezza…” e nella Vita ogni mistico, cristiano, ebreo, musulmano, o indù, ha incontrato un Amante dal fascino infinito. Quello che ha maggiormente infastidito le religioni nei mistici è questa loro intimità con Dio, una intimità che utilizza addirittura il linguaggio dell’erotismo. Persino Gesù nei Vangeli si riferisce a Dio col termine abbà, ma tale termine non è affatto traducibile con ‘Padre’, poiché si tratta di un vezzeggiativo, di una parola che usano amici che sono molto in confidenza.

apollonio
Apollonio di Tiana

Ogni religione ha tentato, in fondo, di mascherare la propria origine mistica e rivoluzionaria, ma i mistici sono sempre rispuntati, come fiori che nessun veleno è riuscito ad estirpare…
Nell’analisi comparativa della mistica universale gli studiosi hanno interrotto le loro antologie con la Rivoluzione francese, perché “la fine dell’antica umanità è segnata nel secolo XVIII dalla comparsa di un misticismo che non si distingue dalla velleità sincretistica, dalla mistificazione, con Emanuel Swedenborg…” Ma ciò è vero solo in parte e significherebbe affermare che il mistico, alla fine, cede alle mode del proprio tempo; invece il mistico è presente anche nella modernità, solo più nascosto e più deformato dagli specchi dei nostri stessi pregiudizi…Lo stesso Zolla è stato ingiusto verso Swedenborg e verso Blake, i quali sono uomini della propria epoca, ma anche esseri umani che hanno avuto delle esperienze mistiche ben documentate.

I Veda
I Veda

Ma riuscire a scoprire il mistico nel caos dei secoli e delle varie culture non è un lavoro semplice; è davvero come cercare dei piccoli diamanti in una foresta assai pericolosa…Inoltre manca ancora una corretta visione della mistica legata ai Veda e alla Bhakti conservata in India; la maggior parte degli studiosi non ha avuto modo di entrare nel cuore di certe tradizioni, anche perché tale conoscenza “non è mai oggetto di «erudizione» e in nessun modo la si può apprendere attraverso la lettura di libri” poiché la mistica viene trasmessa da cuore a cuore; ecco l’ultima sfida dei mistici: avere il coraggio di incontrarli di persona. Solo allora comprenderemo fino in fondo, solo restando con quella persona, scrutandone il sorriso, ascoltando la sua risata o il suo canto. Prima di quel fatale ed emozionante incontro ogni libro è un velo, una preparazione, una piccola mappa per attraversare la selva oscura.

Valentino Bellucci

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mistico

How can we really speak of the mystics? The only approach these human figures is quite shocking. In fact the authentic characteristic of every mystic is this: he upsets all our category, all our epistemological approach. We can not really know the mystic with the usual intellectual and cultural categories. With the mystics what happens, according to Heisenberg, happens with reality sub-atomic, we need a different language. Which means a different view and a open mind free from ideological and cultural conditioning. The mystics have always been a source of great embarrassment for the official religions; the mystic begins its journey where the ethical path-religious ends, and, as noted Bergson: “The spectacle of what religions were and what some are still, it’s very humbling to human intelligence.

[…] The true mystics simply open the wave that invades them. Sure of themselves, because they feel in themselves something that is better than they are, turn out great men of action, something that will surprise those for whom mysticism is not that vision, transportation, ecstasy. “The mystic is a phenomenon who went through all times and all places, it is an extreme condition of consciousness where the human being is transcended while remaining human; this paradox (similar to sub-atomic particles that appear and disappear in space-time) have proven individuals like Joan of Arc and William Blake, who acted in the history while continuing to live in another dimension … The mystic, as you will see, does not accept the patterns of religion or of intellectual categories, he is never compromised, while each religion thrives on compromise, century after century. The mystic knows that the world regarded by all as reality is only a dream, while religions attach too much to the temporal dimension; Also here the paradox: the mystic who sees the world as an illusion turns, religions, however, are left overwhelmed by the movement of history. The mystics are the secret engine of humanity, of culture, of what is valuable; every culture had different names for this personality: shaman, witch doctor, guru, seer, etc.

Giovanna D'Arco
Giovanna D’Arco

Anyway the mystics have used different terms to describe common experiences, and often the images and the words used are the same; the same metaphors, the same parables, to give voice to the soul and its direct contact with the divine. Mystics were long excluded from the study modern, partly because of the ideologies of the Enlightenment and positivist; a few decades as authors Turf, Guenon, Panikkar tried to explore the mystical continent, but have barely touched some coastal areas; You must begin to venture into the heart of the mystical, trying to avoid the two traps more subtle: the absorption of the mystics by the current new age and the total rejection of scholars materialists. Both attitudes are born from the same error: not wanting to see the mystic as a pure phenomenon. Husserl gave us a great tool: the phenomenological look, a look that should not serve our prejudices but must leave the eye and talk about the phenomenon. That’s what I set out with this book, which is, precisely, a journey of the gaze in the heart of the mystical.

René Guénon
René Guénon

Guenon noted: “Islamic esotericism has nothing in common with the” mysticism “. […] Mysticism seems to be actually something quite peculiar to Christianity. “Here the great scholar has made a serious error: he tried to lock up an explosive personality as that of the mystic in the strict categories; but the mystic is also a great start and each started a mystic; just not all initiates come into the open, as did Pythagoras, Apollonius of Tyana, Jesus and many more … The reasons for this ‘come out’ we will see them later; Meanwhile, it should be recognized that the mystic can not be the phenomenon of a single religion, because it has appeared as a phenomenon beyond historical and geographical barrier; Panikkar has rightly noted: “The mystic lives life to its fullest …” and in every mystical Life, Christian, jew, Muslim, or Hindu, met a lover from the endless charm. What has most annoyed religions in their mystical is this intimacy with God, an intimacy that even uses the language of eroticism. Even Jesus in the Gospels refers to God the term abba, but that term is not translated as ‘Father’, because it is a term of endearment, a word they use friends who are very familiar.

apollonio
Apollonio di Tiana

Every religion has attempted, the fund, to disguise their origin and revolutionary mystique, but the mystics are always rispuntati, like flowers that no poison was able to eradicate
In the comparative analysis of the mystical universal scholars they have interrupted their anthologies with the French Revolution, because “the end of the ancient humanity is marked in the eighteenth century by the appearance of a mysticism that is indistinguishable from the syncretic ambitions, mystification, with Emanuel Swedenborg But this is only partly true and would say that the mystic, in the end, yield to the fashions of their time; instead the mystic is also present in modern times, just more hidden and more deformed by the mirrors of our own prejudices The same plate was unfair to Swedenborg and to Blake, who are men of his age, but also human beings who have had mystical experiences are well documented.

I Veda
I Veda

But being able to discover the mystical in the chaos of centuries and cultures is not an easy job; It is really like trying small diamonds in a very dangerous forest … Also still missing a correct view of mysticism linked to the Vedas and the Bhakti preserved in India; most scholars have not been able to enter the heart of certain traditions, because such knowledge is never the subject oflearning and in no way can be learned by reading booksbecause the mystique is transmitted by heart to heart; here is the ultimate challenge of the mystics: to have the courage to meet them in person. Only then we will understand the way through, just staying with that person, scrutinizing smile, hearing her laugh or her song. Before that fateful and exciting encounter every book is a veil, a preparation, a small map to cross the dark forest.

Valentino Bellucci[:]