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IL MITO DI OSIRIDE

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Osiride nella teogonia eliopolitana appartiene alla quarta generazione di Dèi, in quanto figlio, insieme a Seth, Iside e Nephtys o Neb-het, di Geb e Nut, la Terra e la Volta Celeste, a loro volta generati da Shu e Tefnut, il Potere dell’Aria e dell’Umidità, portati in atto da Atum, prima. Manifestazione autocreatasi dalla Potenza del Nun, l’Oceano Primordiale. Solo Osiride ed i suoi fratelli sono nati dal rapporto sessuale (se così si può dire) tra gli Dèi, poiché le tre generazioni precedenti sono originate per progressiva individuazione del Principio sul piano dell’esistente. Il mito di Osiride è ben conosciuto, per cui ricordiamo soltanto due particolari che troviamo in alcune versioni e su cui ritorneremo più avanti: Osiride sarebbe stato invitato da Seth ad un banchetto nel corso del quale egli si sarebbe ubriacato, fatto che facilitò al fratello l’ucciderlo o rinchiuderlo in una cassa a seconda delle varianti testuali; altri testi riferiscono che in stato di ebbrezza Osiride violentò la sorella Neb-het, sposa di Seth, dalla quale ebbe il figlio Anubis (il quale quindi sarebbe il fratello maggiore di Horus).

In tutte le versioni comunque Iside recuperò tredici parti del corpo di Osiride fatto a pezzi da Seth (non venne ritrovato il suo fallo, mangiato da un pesce) e li riunì con l’aiuto della sorella Neb-het, per rivivificarli con un atto magico e generare in tal modo Horus. Nei Testi delle Piramidi si trovano tracce però di un differente mito: Osiride sarebbe “caduto” nel fiume o città o regione di Nedit, situata sul Nilo vicino ad Abydos, per opera di Seth, e ritrovato “giacente sul fianco” da Iside: “Il Grande è caduto sul suo fianco, colui che è in Nedit è stato abbattuto” (par. 819); “La tua sorella più giovane [=Iside] è colei che ha raccolto il tuo corpo, che ti ha chiuso le mani, ti ha cercato e ti ha trovato steso sul fianco sulla sponda del fiume Nedit” (par. 1008);

“Iside e Neb-het,  hanno trovato Osiride, suo fratello Seth lo aveva gettato giù a Nedit” (par.1256); “Osiride è stato gettato giù [o deposto?] da suo fratello Seth, ma egli è colui che è in Nedit” (par. 1500). Ricordiamo che i Testi delle Piramidi risalgono alla V e VI Dinastia, e ovviamente la loro antichità è di gran lunga superiore alle testimonianze su Osiride che ci sono pervenute dal Medio e Nuovo Regno, per non parlare del periodo greco-romano, per cui sarebbe interessante approfondire il significato di questa versione.

Quello di Osiride è un mito di morte e di rinascita, affine a quello di molte divinità mediterranee, come Adone, Attis, Dioniso, ma ne differisce per un elemento molto importante: Osiride non ritorna nel suo stato originario di Sovrano dei viventi, quale era stato nominato dal padre Geb, ma diviene “il Signore degli Occidentali”, cioè dei defunti, cedendo al figlio Horus il potere sulla terra. Avviene così una mutazione di stato, passando egli dal piano della realtà manifesta al piano infero: in altre parole, è un Dio che non ha più il potere creatore, e questa condizione è adombrata dalla perdita del fallo, simbolo del potere di generazione. A sottolineare il suo stato di Signore dell’Aldilà Osiride viene rappresentato sempre mummiforme, cioè incapacitato ad agire.

Ciò nonostante, egli fu una delle maggiori divinità dell’Egitto antico, e la sua progressiva affermazione quale divinità del ciclo generativo e quindi della morte e resurrezione di contro a Râ, il Sole mai sottoposto a decadimento e morte, fu probabilmente la conseguenza di quel processo di “democratizzazione dell’Aldilà” iniziato nel Primo Periodo Intermedio e poi proseguito attraverso un plurimillenario percorso fino a sfociare nella religione misterica di Serapis in epoca tolemaica e poi romana. E’ con l’Egitto ellenistico dei Tolomei che i rituali osiriaci arcaici, incontrando la nuova mentalità spiccatamente antropocentrica proveniente dalla Grecia, si trasformano in veri e propri Misteri, affini per struttura e contenuti a quelli che possiamo definire “classici”. I quali costituirono l’aspetto esoterico del culto di alcune divinità greche ed orientali.

Tratto da Anemos- La Vita è un Soffio di Leonardo Lovari

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ànemos – La Vita è un Soffio

Anemos copertina

Un saggio profondo che scava nelle profondità dell’anima, per scoprire perché siamo qui in questa terra e quali sono i possibili orizzonti che ci attendono nella dimensione spirituale dell’immortalità

La parola “anima” dal greco Anemos, il vento, una forza immane ma invisibile.

Permette al corpo di vivere identificandosi con il concetto stesso di vivere. Il concetto di anima è visto in tutte le culture come una parte essenziale del creato e della natura sempre identica a se stessa.

Non è separabile dal corpo, ma legata ad esso.

Questo concetto ha generato dubbi sull’immortalità dell’anima quando si libera dal corpo: una volta privata del suo involucro corporeo, l’anima secondo alcuni diventa un’ombra, priva dell’individualità che la rendeva unica quando era unita con il corpo.

Con Platone l’anima viene collocata in un luogo di scoperta e manifestazione dell’Assoluto, compresa tra realtà corporea e dimensione spirituale.

Il vivere in questa terra è una vita obbligata in cui aspira solo al liberarsi del vincolo corporeo.

Indice

Introduzione

  • La ricerca della felicità
  • Liberi di esistere
  • Come nasce un amore
  • La ricerca della verità
  • Il cammino dell’anima per gli antichi egizi
  • Anima e sciamanesimo
  • Amore e psiche, un mito immortale
  • Karma e reincarnazione
  • Entanglement, sincronicità ed esp: «La nostra anima comunica con noi!»
  • Kabbalah, il potere dell’anima
  • Sufismo, la via del cuore Animus e anima
  • L’iniziazione ad Osiride
  • La religione della luce
  • L’anima e piatone
  • Ipazia da Alessandria filosofa e martire
  • Le origini dell’antica chiesa copta d’egitto
  • Mose l’egizio
  • I vangeli gnostici un ‘altra visione di Gesù Cristo
  • I sette specchi esseni

ànemos – di Leonardo Paolo Lovari – Harmakis Edizioni

  • Data pubblicazione: Maggio 2015
  • Formato: Libro – Pag 147 – 16,5×23
  • ISBN: 9788898301188
  • Prezzo € 16

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Tornerà la mia estate, un libro al centro di un dibattito ancora troppo aperto.

 

presentazioneVenerdì 31 maggio, presso la Biblioteca Comunale di Montevarchi (AR), si è svolto l’evento: Conversazioni sul libro Tornerà la mia estate.

Leonardo Lovari e Andrea Falciani sono i due autori di una storia che ha radici nell’attualità dell’argomento: la contesa di una bambina nata da genitori separati appartenenti a due diversi Paesi.

E come si legge nella quarta di copertina del libro, edito dalla Harmakis Edizioni, “Il mondo sta cambiando, si sta globalizzando. Diverse etnie si spostano per cercare fortuna in paesi più ricchi. Questa mescolanza di razze ha portato ad avere relazioni tra uomini e donne di altri paesi. Da queste unioni nascono dei figli ma, molte volte, queste unioni si rompono e spesso uno dei due genitori si porta via nel paese di origine i propri figli, sottraendoli all’altro genitore.” Ed è qui che nascono le tragedie, le storie infinite di dolore da tutte le parti, ma specialmente per i bambini che,  in quanto minori, non hanno alcuna possibilità di scelta e sono costretti a subire le decisioni di un adulto che li sradica dalla terra in cui sono nati e cresciuti oppure di un tribunale.

Quella di Tornerà la mia estate è e sarà una delle storie che continuano e continueranno a ripetersi, che continuano e continueranno a mettere dentro l’occhio del ciclone ‘affidamento’, dei bambini che chiedono solo serenità e amore, che chiedono solo di poter vivere la loro vita senza dover essere allontanati da ciò che gli appartiene e di non dover essere oggetto di liti, dispute e controversie legali difficili e molto lunghe da sopportare per le loro menti di fanciulli.

A presentare l’evento una persona molto competente nella gestione dei conflitti e l’educazione dell’affettività, Nicoletta Cherubini, da molti anni progettista e docente di percorsi formativi rivolti a docenti, allievi e genitori.

Una serata veramente interessante è stata, quindi, quella della presentazione del libro Tornerà la mia estate in cui il dibattito si è protratto fino a tarda sera e alla quale è intervenuto l’assessore alla Cultura di Montevarchi, Pierluigi Fabiano.

 

Anna Rita Scheri