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Cristiani d’Egitto, deboli fiammelle mai spente

 

copti

Non passa giorno senza una conferma, se mai ce ne fosse bisogno: l’avanzare, piuttosto il dilagare in Medio Oriente delle milizie del Daesh, il sedicente Stato Islamico o Isis, a neppure due anni dalla sua nascita (29 giugno 2014) è inversamente proporzionale alla presenza dei cristiani, costretti a emigrare, come molti altri. Questione di sopravvivenza.

Per restare ai cristiani, le cifre parlano da sole: nell’arco di un secolo (1910-2010) in tutta l’area il loro numero è passato dal 14% al 4% della popolazione. Tant’è che la loro scomparsa era annunciata ancora vent’anni fa in un libro «Vie et mort des chrétiens d’Orient» a firma di Jean-Pierre Valognes. E ogni giorno di più i cristiani d’Oriente, per usare un’espressione di Jean François Colosimo, sarebbero degli «uomini di troppo», vittime di una vera maledizione, e lo stesso futuro del cristianesimo nella regione quanto mai incerto. E il New York Times lo scorso mese di luglio s’interrogava: «Sta per finire il cristianesimo in Medio Oriente?».

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Eppure le situazioni sono alquanto diversificate: se l’Iraq è stato abbandonato da quasi due terzi degli abitanti cristiani, e la Siria sta seguendo lo stesso destino (forse anche peggiore), in Libano l’equilibrio della coesistenza multireligiosa, solo ieri emblematico, oggi appare sempre più fragile, ma esiste un Paese, l’unico, dove i cristiani, in questo caso copti, sembrano (apparentemente) più tranquilli, e questo è l’Egitto.

Ad affermarlo, non senza molti prudenti distinguo, è un religioso francese dell’Ordine dei Predicatori, Jean-Jacques Pérennès attualmente direttore dell’École biblique et archéologique di Gerusalemme, in un contributo al dossier intitolato «Frontiere» del numero in uscita oggi della rivista Vita e Pensiero (altre firme Julia Kristeva «Come si può essere jihadisti?», Philip Jenkins, Monica Maggioni).

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Padre Pèrennès – in servizio prima in Algeria e a Roma, poi direttore per una quindicina d’anni dell’Istituto domenicano di Studi orientali fondato a Il Cairo – affronta in particolare la situazione, che giudica relativamente positiva, dei cristiani d’Egitto («fiaccole nella tormenta») tentando di analizzarne i motivi. «È una circostanza che può durare? La loro situazione particolare è auspicio di un futuro diverso per i cristiani d’Oriente?».

Per rispondere invita a tornare brevemente alle origini dei copti egiziani, la cui presenza è testimoniata fin dal I secolo (il termine stesso «copto» nella lingua antica sta per «egizio»): una «roccia cristiana in Medio Oriente» che risale all’evangelizzazione dell’apostolo Marco. Una Chiesa, quindi, «apostolica» che affonda le sue radici in un ambiente – oggi diremmo pluriculturale – come quello di Alessandria, il centro intellettuale più vivace dell’ellenismo noto, tra l’altro, per la famosa traduzione in lingua greca della Scrittura, detta dei «Settanta», due secoli e mezzo prima di Cristo.

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Ma il cristianesimo copto è stato anche la culla del monachesimo antico grazie a figure come i santi Antonio abate (251-356) e Pacomio (292-346) fondatori rispettivamente della vita eremitica e cenobitica. Solo più tardi con il Concilio di Calcedonia, la Chiesa copta ha seguito un cammino più locale, con un proprio capo, il patriarca di Alessandria (il papa copto) che l’ha resa una sorta di Chiesa nazionale contribuendo a una certa chiusura, rotta, anche se solo in parte, dal rientro nell’alveo della Chiesa cattolica con l’istituzione, nel 1824, del patriarcato copto cattolico di Alessandria.

A quanto ammonti oggi la loro presenza è spesso oggetto di controversie: si parla di 7 milioni e mezzo, ma gli interessati con una certa fierezza dichiarano il doppio. Di certo si tratta della comunità cristiana più numerosa nel Medio Oriente. Ciononostante i copti sono minoranza religiosa in Egitto almeno dal X secolo. Costantemente a rischio di invisibilità, vuoi per il numero, vuoi per la posizione stessa dei monasteri, in luoghi appartati lontani dalla vita della popolazione.

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Una situazione defilata che non li ha esentati lungo la storia da periodi di autentica persecuzione, un termine che non avrebbe nessuna giustificazione oggi, quando, secondo padre Pérennès, sarebbe più appropriato parlare piuttosto di «discriminazione», perlopiù implicita (difficoltà ad accedere a cariche di alto rango nell’ambiente pubblico, marginalizzazione sociale, esclusione da alcune sfere della vita pubblica come lo sport o i mass media).

La «primavera araba» del 2011, esplosa in Egitto contro il regime del presidente Mubarak, ha visto scendere in piazza Tahir copti e musulmani, fianco a fianco senza distinzioni, talvolta anche sfidando le indicazioni contrarie dell’allora patriarca Shenouda III. Tuttavia le speranze di un protagonismo cristiano, o perlomeno una cittadinanza riacquistata, sono ben presto sfumate con l’uscita di scena del presidente Morsi. La reazione della popolazione islamica contro i cristiani, ormai a rischio ghettizzazione, parla di chiese, abitazioni e attività commerciali date alle fiamme, interi villaggio presi d’assedio.

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Quali prospettive per l’avvenire? In una situazione geopolitica tutt’altro che definita, bisogna riconoscere che il regime attuale del maresciallo Abdel Fattah al-Sisi (presente alla Messa di Natale ortodosso il 4 gennaio dello scorso anno) ha preso coraggiosamente le difese dei copti, ricostruendo case e chiese incendiate, sulla scia dell’ondata di indignazione levatasi dalla maggioranza musulmana a seguito della tragica vicenda dei 21 copti barbaramente sgozzati in Libia dai militanti del Daesh nel febbraio 2015.

«Le prove attraversate dal Paese hanno in ogni caso contribuito ad avvicinare i cittadini egiziani cristiani e musulmani» conclude padre Pérennès. E se «è troppo presto per sapere dove tutto questo condurrà», il religioso indica (sebbene la sigla Isis sia fatta risalire da qualcuno a un’espressione che recita «Colui che semina discordia») la necessità di riannodare i fili di un dialogo politico per ricomporre gli equilibri mediorientali. In attesa di quello religioso.

Maria Teresa Pontara Pederiva

Fonte: La Stampa

 

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[:it]La Scuola dei Misteri dell’’Occhio Sinistro di Horus[:en]The Mystery School ” Left Eye of Horus[:]

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Occhio di Horus
Occhio di Horus

La Via dell’Occhio Sinistro di Horus, il Sole Femminile o la Via Umida (il Mercurio degli Alchimisti, che incarna l’Anima, come vapore esteriore e sensitivo) che porta al misticismo, è trattata estesamente nel libro dedicato alle Dee e al Femminile Sacro e in quello delle danze sacre femminili dell’Antico Egitto. è il cammino Femminile che esplora la natura umana delle emozioni e dei sentimenti, sia positivi che negativi, delle energie psichiche, della nascita e della morte. Il percorso femminile invita ad aprirsi alla vita, imparando a ricevere con amore ogni sua manifestazione; è la Via del Tantra e l’uso consapevole dell’energia sessuale; la Via delle Arti come il canto, la musica, la danza, la pittura, la scultura e la tessitura; la Via dell’accettazione, del Perdono e della Saggezza del Cuore; è l’ago-Amore che cuce insieme ciò che è stato diviso e le braccia della Madre tese all’umanità caduta. L’energia femminile, apparentemente passiva, mantiene la coesione del Creato (ricordiamoci che è grazie alla Dee che l’esistenza viene in essere) e ha una funzione Rivelatrice: è tramiteIside, Osiride diviene immortale, attestando così la Sua indiscutibile potenza.

Il-simbolismo-nelliconografia-egizia-

In questa Scuola s’insegnava che la Creazione è il Sogno di Dio, anzi il suo Gioco, la manifestazione del suo Amore creativo. Gli universi in cui viviamo sono solo degli ologrammi della Sua mente che si tessono, tramite le mani di Neith la Tessitrice, e si disfano in funzione dei nostri livelli di coscienza. Attraverso questa consapevolezza si ri-scopriva che la Gioia e l’Amore sono il lievito dei mondi. L’Intento della Via dell’Occhio Sinistro era quello di attivare la parte destra del cervello e unirla alla parte sinistra per ritrovare l’Unità: un programma semplice e chiaro, no? Sembra che il suo percorso durasse dodici anni e si svolgesse nei dodici templi principali, che sorgevano lungo il Nilo: il novizio passava un anno-ciclo in ognuno di questi Templi, per sperimentare tutte le sfaccettature femminili della Coscienza. Se il mondo femminile dei sentimenti non è in equilibrio l’evoluzione si blocca, poiché senza un corpo emozionale stabile, la mente inganna se stessa. La Grande Iniziazione poteva aver luogo alla fine di questo percorso se Sekhem aveva già compiuto parte della sua serpentina ascesa. Qui l’ascesa di Sekhem è suscitata da un sentimento di omaggio e gratitudine verso la Dea: è l’Amore che provoca l’Ascesa di Sekhem, che sboccerà nel loto azzurro

Jivan Parvani

Yoga Faraonico

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Occhio di Horus
Occhio di Horus

Via the Left Eye of Horus, the Sun Female or Via Humid (the Mercury of the Alchemists, who embodies the soul, as steam outward and sensitive) that leads to mysticism, it is treated extensively in the book dedicated to Dee and Feminine sacred and the sacred dances female of Ancient Egypt. Female is the path that explores the nature of human emotions and feelings, both positive and negative, psychic energy, of birth and death. The route invites women to be open to life, learning to receive with love all its manifestations; It is the way of Tantra and the conscious use of sexual energy; Avenue of the Arts as singing, music, dance, painting, sculpture and weaving; Via the acceptance, of Forgiveness and Wisdom of the Heart; Love is the needle-stitching together what was divided and the arms of Mother held out to fallen humanity. The feminine energy, seemingly passive, maintains the cohesion of Creation (remember that it is thanks to Dee that the existence comes into being) and has a function of Revealing is tramiteIside, Osiris becomes immortal, as proof His unquestionable power.

Il-simbolismo-nelliconografia-egizia-

In this school si’insegnava that Creation is the dream of God, rather his play, the manifestation of his creative love. Universes in which we live are only holograms of your mind that you weave through the hands of Neith the Weaver, and come apart in function of our levels of consciousness. Through this awareness will re-discovered the Joy and Love are the leaven of the worlds. The intent of the Way Left Eye was to activate the right brain and add it to the left to find the unit: a simple and clear, no? It seems that his career lasted twelve years and should take place in the twelve main temples, which were built along the Nile: the novice passed a year-round in each of these temples, to experience all the facets of the feminine consciousness. If the female world of feelings is not in balance evolution crashes, because without a stable emotional body, the mind deceives itself. The Great Initiation could take place at the end of this path if Sekhem had already completed part of his serpentine ascent. Hence the rise of Sekhem is aroused by a sense of honor and gratitude to the Goddess is love that causes the Rise of Sekhem, that will blossom in the blue lotus
Jivan Parvani

Yoga Faraonico

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[:it]Thot ed Ermete Trismegisto[:en]Thoth and Hermes Trismegistus[:]

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Thoth
Thoth

Ermete Trimegisto compare nelle fonti egizie alla fine del II secolo a.C. Il Corpus Hermeticum venne scritto il secolo successivo, ed è formato da una raccolta di diciotto testi, con una traduzione latina  di uno di questi, intitolata Asclepius. Qualche tempo fa e stato rinvenuto un teso demotico, scritto nel linguaggio popolare, il cosidetto Libro di Thot del I secolo a.C. e conservato in dei papiri del II secolo a.C. Parla di un dialogo  tra Thot e Osiride con un allievo, in cui Toth racconta di cose che riguardano gli Inferi, l’etica, la geografia sacra dell’Egitto.

Il trattato si concentra fortemente sugli Inferi, mentre l’ermetica che conduce all’immortalità dirige verso l’alto al cielo. Qui ci sono molte concordanze l’ermetismo greco, il riferimento a una festa di Imhotep chiama direttamente in causa Asclepio. In questi scritti compare anche la figura divinizzata di Imhotep. Per mezzo di un ritrovamento della base di una statua del Re Djoser (2650 a.C) con il titolo e il nome di Imhotep viene attestato il personaggio storico. A prtire dalla XXVI Dinastia, viene considerato con un dio, venendo equiparato al dio della salvezza  al greco Asclepio.

Imhotep

Il centro del suo culto è Menfi, luogo della sua propabile sepoltura, sotto la necropoli di Saqqara. Altro centro di Imhotep si trovava nel tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari, che successivamente divenne meta di pellegrinaggio. Il suo culto si diffuse anche in Nubia, nella cosidetta “Stele della Carestia” di epoca tolemaica nell’isola sul nilo di Sehel, nei pressi di Assuan dove il Re Djoser a causa di una carestia si rivolge a Imhotep, che fa parte del “sacerdozio di Ibis” e nella “casa della vita” di Ermopoli prende le informazioni sulla causa della carestia, per comunicarle dopo a Djoser.

Nel 46 a.C., sotto Cleopatra, Imhotep dà al sommo sacerdote di Menfi Pascherienptah e a sua moglie Taimhotep il tanto desiderato figlio, a cui viene dato il nome del dio. Nell’oroscopo greco del 138 d.C., Hermes e un “Asclepio, che è Imuthes” vengono nominatil’uno accanto all’altro, un “Asclepio Imuthes” è citato anche nel Kore Kosmou (la fanciulla del cosmo).

Ermete Trismegisto

L’immagine di Imhotep, come scriba seduto con un rotolo di papiro in grembo, influenzò anche la rappresentazione di Ermete Trismegisto. I trattati del Corpus Hermeticum vengono presentati in forma di annuncio diretto di Ermete, in forma di dialogo di Trismegisto e suo figlio Tat (Thot), oppure con Asclepio. Inoltre vengono sviluppati temi cosmo-critici  al platonismo e posizionandosi in dottrine gnostiche: nel corpus di di Nag Hammadi si è rinvenuto uno scritto su Asclepio.

Comunque pare evidente la provenienza egizia anche per la natura apocalittica dell’Asclepio sul futuro, rientra nell’antica tradizione egizia come le profezie di Nefertiti, arrivando fino all’epoca tolemaica. Secondo il Kore Kosmou, gli dei hanno impresso nei sacerdoti egizi tre arti: la filosofia e la magia per l’anima, l’arte medica per il corpo. Quello che rimane è dato dalla gnosi della salvezza: il demiurgo Nous creò l’uomo primordiale, operando anche lui come creatore, ma attaversando le zone dei pianeti scende sulla terra, trattenuto dalla materia. Solo chi conosce sé stesso può liberarsi da queste catene.

L’ermetismo è come una religione senza tempio e senza culto, ma usa i tempi egizi esistenti. Siccome Ermete Trismegisto non fu considerato un dio, ma un uomo, anche gli scribi cristiani lo riconobbero e usarono le sue dottrine. La Tabula Smaragdina, detta anche Kybalion, che sembra essere stata ritrovata nella tomba di Ermete Trismegisto sotto una statua di Hermes, viene oggi considerata l’opera di un alchimista arabo dell’VIII o IX secolo.

“Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento.
Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui.
La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te. È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.
È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo. Completo è quello che ho detto dell’operazione del Sole.” –  Tabula Smaragdina

Le Confessioni di un Illuminato Volume 4

[:en]

Thoth
Thoth

Hermes Trismegistus appears in Egyptian sources from the late second century BC The Corpus Hermeticum was written the next century, and consists of a collection of eighteen books, with a Latin translation of one of these, called Asclepius. Some time ago and was found a tense demotic, written in popular language, the so-called Book of Thoth in the first century BC and preserved in the papyrus of the second century BC He talks about a dialogue between Thoth and Osiris with a student, where Toth tells of things that concern the Underworld, the ethics, the sacred geography of Egypt.
The treaty focuses heavily on the underworld, while the hermetic leading to immortality directs upward to the sky. Here are many concordances hermeticism greek, the reference to a party of Imhotep directly involves Asclepius. In these writings also it appears the figure deified Imhotep. Through a discovery of the base of a statue of King Djoser (2650 BC) with the title and the name of Imhotep is attested the historical character. A prtire the XXVI Dynasty, is considered a god, being equated to the God of salvation to greek Asclepius.

Imhotep

The center of his cult is Menfi, is reasonably probable site of his burial, in the necropolis of Saqqara. Another center of Imhotep was the temple of Hatshepsut at Deir el-Bahari, who later became a place of pilgrimage. His cult spread to Nubia, in the so-called Famine Stele” Ptolemaic Nile island of Sehel, near Aswan where King Djoser because of a famine is aimed at Imhotep, which is part of Ibis priesthood and thehouse of life of Hermopolis takes information on the cause of the famine, to communicate after a Djoser.

In 46 BC, under Cleopatra, Imhotep gives to the high priest of Memphis Pascherienptah and his wife Taimhotep the much-desired son, who was given the name of god. Greek horoscope of 138 AD, Hermes and a Asclepius, that is Imuthesnominatil’uno are next to each other, a Asclepius Imuthesis also mentioned in Kosmou Kore (the maiden of the cosmos).

Ermete Trismegisto

The image of Imhotep, as scribe seated with a papyrus scroll in his lap, also influenced the representation of Hermes Trismegistus. The treatises of the Corpus Hermeticum are presented in the form of direct proclamation of Hermes, in dialogue form of Trismegistus and his son Tat (Thoth), or with Asclepius. Also themes are developed cosmos-critical Platonism and positioning itself in Gnostic doctrines: in the corpus of Nag Hammadi has found a script of Asclepius.
However it is clear to the Egyptian provenance for the apocalyptic nature dell’Asclepio on the future, it is part of the ancient Egyptian tradition as the prophecies of Nefertiti, arriving until the Ptolemaic era. According Kosmou Kore, the gods have impressed in Egyptian priests three arts: the philosophy and magic for the soul, the art of medicine for the body. What remains is given by the gnosis of salvation: the demiurge Nous created the primordial man, who was also working as a creator, but attaversando areas of planets down to earth, restrained by matter. Only he who knows himself can break free from these chains.
The obscurity is like a religion without a temple without worship, but uses the existing Egyptian times. As Hermes Trismegistus was not considered a god, but a man, even the scribes Christians recognized him and used his doctrines. The Tabula Smaragdina, also called Kybalion, which seems to have been found in the tomb of Hermes Trismegistus under a statue of Hermes, is today considered to be the work of an Arab alchemist of the eighth or ninth century.
“What is below is like what is above and what is above is like what is below to do the miracles of one thing. And as all things have been and arose from one by the mediation of one, so all things are born from this one thing by adaptation.
The Sun is its father, the moon its mother, the wind carried it in its belly, the earth is its nurse. The father of all, the end of the world is here.
Its force or power is entire if it be converted into earth. Separate thou the earth from the fire, the subtle from the sweetly with great industry. Rising from earth to heaven and descends again to earth and receives the force of things superior and inferior. By this I mean you will have the glory of the world and through this darkness will flee from you. Its force is above all force it vanquishes every subtle thing and penetrates every solid thing. Thus it was created the world. And what will come admirable adaptations, whose method is here.
That is why I am called Hermes Trismegistus, having the three parts of the philosophy of the whole world. Complete is what I said the operation of the sun. “- Tabula Smaragdina

Le Confessioni di un Illuminato Volume 4[:]