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Introduzione di “Yoga Faraonico” di Jivan Parvani

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Lo studio del passato e della tradizione sono una parte fondamentale della mia vita. Da quando ho aperto gli occhi in questo mondo, mi sono sempre fatta tre domande’: da dove vengo? Chi sono? Dove sto andando?

Ero una bambina felice, ma la sete di sapere, di avere una risposta al mio dilemma esistenziale, mi tormentava. All’età di quattordici anni mio fratello comprò un libro sullo Yoga e fu amore immediato. Mi sono alzata all’alba per molti anni, adoravo alzarmi per dare il benvenuto al nuovo giorno. Dopo i bagni rituali facevo le asana, meditavo, salmodiavo mantra, mi sentivo un fiore che sbocciava: sentire l’energia che scorreva nel mio corpo e nella mia anima mi dava un piacere estatico.

Feci parte del mio percorso in solitudine, come un eremita, facendo digiuni e austerità, mentre continuavo la mia vita come una ragazza della mia età, ma ebbi il dono di essere Iniziata in molte tecniche di meditazione. Provai e cercai in molte tradizioni: dalle tecniche Yoga e di Osho, alla Meditazione Trascendentale; dalle mistiche danze rotanti dei Sufi e la recitazione dei sacri nomi di Dio, alle confraternite mistiche del Cristianesimo; dallo studio dell’Astrologia Karmica, che ho praticato e insegnato a lungo, alla magica iniziazione all’antica arte dei tarocchi, avvenuta in un sogno. La mia evoluzione spirituale era tutto ciò che chiedevo.

I concetti dello spazio-tempo e della causa-effetto lentamente si costruirono e si radicarono in me, permettendomi di capire (non a livello razionale, ma esistenziale) come il passato genera il presente che, a sua volta, darà vita al futuro, in un continuum senza fine. Il futuro non è mai presente e il presente nasce sempre dal passato, quindi è verso il passato che il mio sguardo si è sempre focalizzato, attratto irresistibilmente verso le origini di ogni evento, personale o collettivo.

Scoprire e conoscere ciò che fu ha sempre portato gioia al mio cuore: era/è come un’eco lontana che appaga la mia anima. Questo già molto prima di incontrare la Danza, l’argomento del terzo volume.

Quando ho incontrato la Danza Orientale ero in India ad approfondire lo studio dello Yoga e a ritrovare una parte della mia storia e di me stessa; la danza era tutto ciò che a livello fisico avevo sempre desiderato fare, il mio sogno nel cassetto. Il “caso” ha voluto che fossi iniziata da Erasmia, una mistica danzatrice greca che, insieme alla tecnica, mi ha dato diverse “chiavi” sui significati energetico-spirituali di quest’antica arte.

Afferrata l’essenza della Danza della Vita, è stato naturale per me voler scoprire le origini di ciò che aveva così appassionato la mia anima. E stato un percorso a ritroso iniziato con la storia della danza araba e poi, sempre più indietro alla danza dell’Antico Egitto, e ancora più indietro alle danze archetipiche e primitive. Ricercando l’origine della danza delle donne, mi sono imbattuta nelle Scienze segrete dell’Egitto, nelle conoscenze Ermetiche, nello Yoga, nell’antica Gnosi che la leggenda e i miti narrano provenire da Eliopoli, ma soprattutto nella Dea e nelle sue sacerdotesse.

Studiando le leggende, i miti cosmologici e gli Dei/Dee egiziani ho ritrovato l’origine della civiltà greca e, di conseguenza, della matrice del pensiero occidentale. Le religioni che pratichiamo, i simboli che ci circondano, gli archetipi che ancora agiscono in noi derivano in parte dalla cultura egiziana. I grandi filosofi greci e le anime più feconde del Vicino Oriente erano state iniziate ai Misteri egizi e avevano studiato nella “Casa della Vita” ma, avendo giurato di mantenere il segreto, una volta tornati in patria non poterono rivelare ciò che avevano sperimentato. Così, per partecipare alla Grande Opera e divulgare l’esperienza del divino, fondarono religioni e scuole di ascesi, ricoperte di veli e Misteri, traducendo la Gnosi con il linguaggio della civiltà cui appartenevano. Insegnava Thot ad Asclepio:

«Ignori dunque, o Asclepio, che l’Egitto è la copia del Cielo o, per meglio dire, il luogo in cui si trasferiscono e si proiettano qui in basso, tutte le operazioni che governano e mettono in opera le forze celeste! Anzi, per dire la verità, la nostra terra è il Tempio di tutto il mondo. E tuttavia, bisogna che voi sappiate! Verrà un tempo in cui sembrerà che gli Egizi abbiano onorato invano i loro Dei, nella pietà del loro cuore, con un culto assiduo […]. Gli Dei, abbandonando la Terra, ritorneranno in Cielo: essi abbandoneranno l’Egitto; questa terra, che fu sede delle sante liturgie, ormai vedova dei suoi Dei non godrà più della loro presenza […]. Allora questa terra santissima, sede di santuari e templi, sarà tutta ricoperta di sepolcri e di morti.

O Egitto, Egitto, dei tuoi culti non resteranno che favole, e quelle stesse sembreranno incredibili ai posteri, e sole sopravviveranno le parole incise su pietra a narrare i tuoi atti di pietà».

Questa profezia, che apparentemente riguarda solo l’Egitto, in realtà abbraccia un processo evolutivo molto più grande che comprende la storia della nostra civiltà Thot prosegue affermando che grazie alla bontà divina l’Umanità, arrivata al fondo dell’abisso in cui è caduta, vivrà una rinascita della coscienza del sacro e allora l’Egitto parlerà di nuovo a chi ne saprà udire il richiamo! L’epoca di cui si parla è sicuramente la nostra e nessuno può negare quanto l’Egitto sia divenuto attuale. Un tunnel spazio – temporale si è aperto attraverso il quale l’antica Conoscenza si sta riversando nel nostro presente, riaprendo un dialogo rimasto interrotto per troppo tempo.

L’Egitto si offre come la parte smarrita della nostra storia e di noi stessi e l’attuale sete di autentica spiritualità trova in esso, come nell’Oriente, una guida sicura che accompagna verso il futuro. “La Restaurazione del Tempio” è iniziata, ma il nuovo Tempio non potrà avere la forma di quello distrutto, perché l’uomo di oggi è molto diverso dai suoi antenati e l’Eterno Nuovo richiede un continuo processo di evoluzione e di rinnovamento.

Nonostante la nostalgia che mi pervade, pensando alle civiltà antiche governate da Uomini che avevano realizzato Dio, capisco che nulla si può mai ripetere allo stesso modo e che l’Egitto non potrà più tornare a essere ciò che fu. Ma la Luce offerta dalla sua Sapienza è ancora un grande faro che può illuminare il nostro cammino, in questa nuova avventura spirituale.

Studiando la danza e i “Giusti Gesti”, manifestazione fisica del potere dei geroglifici, ho lentamente capito che ogni posizione poteva essere paragonata a un’asana o posizione dello Yoga. Una porta si è aperta e un libro meraviglioso intitolato “Le Yoga des Pharaons”, mi ha dato la chiave per collegare le due tradizioni. La polvere che il tempo aveva depositato sulle tecniche usate nello Yoga egiziano si è di colpo dissolta e le mie due grandi passioni, lo Yoga e la Danza, si sono intrecciate permettendomi di ri-creare sia una piccola parte dello Yoga, sia le danze sacre egiziane.

Avendo viaggiato a lungo e diverse volte in India, avendo praticato lo Yoga, ma anche la danza dentro ai templi, avendo partecipato a molte Puja o celebrazioni agli Dei, avendo fatto le processioni religiose, un pellegrinaggio sull’Himalaya alla ricerca della Cima e avendo meditato a lungo, presso i luoghi di cremazione, sul significato della Vita e della Morte e sul valore del nostro rapporto con il divino… non potevo non sentire l’eco di ciò che avevo vissuto in India, in ciò che andavo scoprendo nell’Antico Egitto. L’arte era totalmente diversa è vero, ma la ricerca spirituale le univa. Ho seguito questa ispirazione.

E così che ho potuto comprendere che l’India, tramite il Tibet, e l’Egitto, furono i nuovi fari dell’umanità. I luoghi scelti dai sacerdoti di Atlantide per dare origine alle nuove civiltà post­diluviane (vedi Appendice). Confrontando gli scritti e gli insegnamenti delle diverse religioni, sono riuscita a trovare molti elementi comuni. Il tempo della Separazione è davvero finito, perché in ogni cosa si può ora trovare ciò che Unisce le diverse civiltà ed epoche. Che i semi dell’Uno guidino sempre i nostri passi e ci permettano di comprendere, sempre più, i fili che uniscono le antiche Tradizioni, anziché evidenziare ciò che le divide. La Conoscenza è Una, anche se i suoi volti sono molteplici. Apriamo la nostra mente e il nostro cuore alla possibilità che nessuna religione e civiltà è la depositaria dell’Unica Verità e troviamo nell’Altro ciò che manca per riempire i “vuoti” d’informazione in cui affoghiamo.

Il Tibet, sede per 13.000 anni del Serpente di Luce, ha conservato e trasmesso in maniera molto più vitale, ciò che in Egitto è stato occultato sotto il Velo dei Misteri, per volere di Thot. Possa la sua Conoscenza fornire i tasselli che in Egitto sono andati perduti. In questo senso prenderò sempre a piene mani, ciò che mi servirà per completare i diversi quadri.

La ricerca sulla danza mi ha portato alla Ricerca dell’anima dell’Antico Egitto e per ogni argomento si potrebbero scrivere interi libri e molti sono già stati scritti. Parlare dell’Egitto è ambizioso, perché l’Egitto racchiude una Conoscenza ancestrale velata dal simbolismo e niente è mai certo. Sono consapevole delle molte lacune di quest’opera, mi ci sono voluti anni per mettere insieme le informazioni e il quadro si è formato lentamente. La mia ricerca non è finita, ma sento che è arrivato il momento di condividere quello che sono riuscita a raccogliere perciò, con assoluta umiltà, affido a queste pagine ciò che ho scoperto, sperando che sia di aiuto a chi è destinato ad andare oltre. A chi saprà leggere fra le righe ciò che non può essere detto, ma che lo Toga, la danza e la meditazione possono offrire.

Il libro è diviso in tre parti e mi scuso con il lettore se la Prima Parte potrà sembrare tediosa e di difficile comprensione, ma ho dovuto seguire la Via Faraonica che parte dalle Origini-Cause per arrivare agli Effetti. Non avrei potuto parlare dello Yoga senza introdurre gli aspetti spirituali salienti della loro visione della Vita e della Morte. Una visione che nasce da un rapporto vitale con il mondo degli Dei e dell’Energia.

La Seconda Parte è un manuale pratico di Sema Tauy – Yoga Faraonico, mentre la Terza Parte, dedicata ai Misteri e alle Iniziazioni, è trattata in modo romanzato (tenendo conto di tutto il materiale raccolto e molto altro) per potervi trasportare nel cuore stesso del processo iniziatico.

Questa ricerca mi ha dato molto, mi auguro che possiate trarne la stessa gioia.

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Aton – La Religione della Luce

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Aten (anche Aton,) è il disco del sole nell’antica mitologia egizia , e in origine un aspetto di Ra . L’ Aton divinizzato è il focus dell’ enoteistica , o monoteistica religione dell’Atonismo introdotta da Amenhotep IV, che in seguito prese il nome di Akhenaton nel culto e il riconoscimento di Aton. Nel suo poema “Grande inno ad Aton “, Akhenaton loda Aton come il creatore e datore di vita. Il culto di Aton è stata cancellato da Horemheb .

Aton, il disco solare, viene prima indicato come una divinità in “La storia di Sinuhe” dalla XII dinastia , in cui il re defunto è descritto come un dio in cielo unendosi con il disco-solare, il corpo divino si fonde con il suo creatore. Per analogia, il termine “l’Aton argentatp” è stato talvolta usato per riferirsi alla luna. L’Aton solare è stato ampiamente venerato come un dio nel regno di Amenhotep III , quando fu raffigurato come un uomo dalla testa di falco molto simile a Ra . Nel regno del successore di Amenhotep III, Amenhotep IV, l’Aten divenne il dio centrale della religione di Stato egiziana, e Amenhotep IV cambiò il suo nome in Akhenaton per riflettere il suo stretto legame con la nuova divinità suprema.

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Il titolo completo del dio di Akhenaton era ” Ra-Horakhty che gioisce all’orizzonte, nel suo nome, come la Luce che è nel disco solare. ” (Questo è il titolo del dio come appare sulle numerose stele che sono state collocati per segnare i confini della nuova capitale di Akhenaton, Akhetaten , (la moderna Amarna .) Questo lungo nome è stato spesso ridotto a Ra-Horus-Aten o semplicemente Aton in molti testi, ma il dio di Akhenaton  è considerato una sintesi di antichissime divinità visualizzate in un modo nuovo. Il dio è anche considerato sia al maschile che al femminile contemporaneamente. Tutta la creazione è stato pensata per emanare dal dio e di esistere all’interno del dio. In particolare, il dio non è stato raffigurato in forma antropomorfa (umana), ma con raggi di luce che si estendono dal disco del sole.

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Inoltre, il nome del dio è stato scritto all’interno di un cartiglio , insieme con i titoli dati normalmente ad un Faraone , un’altra rottura con la tradizione antica. Ra-Horus, più comunemente indicato come Ra-Horakhty (Ra, che è l’Horus dei due orizzonti), è una sintesi di altre due divinità, entrambi le quali sono attestate molto presto. Durante il periodo di Amarna, questa sintesi è stato vista come la fonte invisibile di energia del dio del sole, di cui la manifestazione visibile era Aton, il disco solare. Così Ra-Horus-Aten è stato uno sviluppo di vecchie idee venute a poco a poco. Il vero cambiamento, come alcuni lo vedono, era l’apparente abbandono di tutti gli altri dei, in particolare Amon , e l’introduzione discutibile del monoteismo da Akhenaton. Il sincretismo è evidente nel grande inno di Aton in cui Re-Herakhty, Shu e Aton vengono uniti nel dio creatore. Altri vedono Akhenaton come un praticante di una monolatria di Aton, lui non ha negato attivamente l’esistenza di altri dèi; si è semplicemente astenuto dall’adorare il resto del pantheon divino egizio.

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Durante il periodo di Amarna, ad Aton è stato data una titolatura reale (egli era considerato il re di tutti), con i suoi nomi disegnati in un cartiglio . C’erano due forme di questo titolo, il primo aveva i nomi di altri dèi, e il secondo, quello che era più ‘singolare’ e si riferiva solo ad Aton stesso. La prima forma è Re-Horakhti che gioisce nell’orizzonte, nel suo nome Shu che è Aton. La forma più tarda ha Re, sovrano dei due orizzonti che gioisce nell’orizzonte, nel suo nome di luce che è Aton.

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Akhenaton

  • Le illustrazioni e i basso rilievi di Aton lo  mostrano con una superficie curva, lo studioso Hugh Nibley insiste sul fatto che una traduzione più corretta sarebbe globo, globo o sfera, piuttosto che disco . La forma sferica tridimensionale di Aton è ancora più evidente quando tali rilievi vengono visualizzati nella realtà, piuttosto che semplicemente nelle foto.
  • C’è la possibilità che la forma tridimensionale sferica di Aton raffigura l’occhio di Horus/Ra. Nelle prime religioni monoteistiche come lo Zoroastrismo il sole è chiamato Ahura Mazda (“Spirito che crea con il pensiero”) .
  • Queste due teorie sono compatibili tra loro, dal momento che l’occhio è una sfera.

Nomi derivati ​​da Aton

  • Akhenaton : “colui che è utile a Aton.”
  • Ankhesenpaaten : “La sua vita è di Aton.”
  • Beketaten : “serva di Aton.”
  • Meritaten : “Lei che è amata da Aton.”
  • Meketaten : “Ecco Aton” o “Protetto da Aton.”
  • Neferneferuaten : “Il bello di Aton.”

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Presentazione del libro “Certe Stazioni”

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Sabato 23 Maggio 2015 – Follonica (Gr) – Sala Tirreno

Presentazione del libro “Certe Stazioni” di Lucia Intartaglia edito da Harmakis Edizioni

Interventi di: Claudia Dondoli Presedente Commisione Pari Opportunità;
Paola Agnolucci Direttore Editoriale di Harmakis Edizioni;
letture di Maria Antonietta Sartori, Renata Paolucci, Irene Marconi, Sara Martellacci e Anna Intartaglia.
Al piano: Nico Pistolesi


Nella Sala Tirreno di Follonica in un pomeriggio piovoso, si sono raccolte più di cento persone per assistere alla presentazione del libro di Lucia Intartaglia “Certe Stazioni”, una presentazione che è stata una vera e propria rappresentazione teatrale, con Donne che davano voce ad altrettante Donne racchiuse nei racconti dell’autrice. L’emozione e la partecipazione del pubblico era palpabile, sottolineata dalle note sapientemente suonate dal Maestro Pistolesi.

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ànemos – La Vita è un Soffio

Anemos copertina

Un saggio profondo che scava nelle profondità dell’anima, per scoprire perché siamo qui in questa terra e quali sono i possibili orizzonti che ci attendono nella dimensione spirituale dell’immortalità

La parola “anima” dal greco Anemos, il vento, una forza immane ma invisibile.

Permette al corpo di vivere identificandosi con il concetto stesso di vivere. Il concetto di anima è visto in tutte le culture come una parte essenziale del creato e della natura sempre identica a se stessa.

Non è separabile dal corpo, ma legata ad esso.

Questo concetto ha generato dubbi sull’immortalità dell’anima quando si libera dal corpo: una volta privata del suo involucro corporeo, l’anima secondo alcuni diventa un’ombra, priva dell’individualità che la rendeva unica quando era unita con il corpo.

Con Platone l’anima viene collocata in un luogo di scoperta e manifestazione dell’Assoluto, compresa tra realtà corporea e dimensione spirituale.

Il vivere in questa terra è una vita obbligata in cui aspira solo al liberarsi del vincolo corporeo.

Indice

Introduzione

  • La ricerca della felicità
  • Liberi di esistere
  • Come nasce un amore
  • La ricerca della verità
  • Il cammino dell’anima per gli antichi egizi
  • Anima e sciamanesimo
  • Amore e psiche, un mito immortale
  • Karma e reincarnazione
  • Entanglement, sincronicità ed esp: «La nostra anima comunica con noi!»
  • Kabbalah, il potere dell’anima
  • Sufismo, la via del cuore Animus e anima
  • L’iniziazione ad Osiride
  • La religione della luce
  • L’anima e piatone
  • Ipazia da Alessandria filosofa e martire
  • Le origini dell’antica chiesa copta d’egitto
  • Mose l’egizio
  • I vangeli gnostici un ‘altra visione di Gesù Cristo
  • I sette specchi esseni

ànemos – di Leonardo Paolo Lovari – Harmakis Edizioni

  • Data pubblicazione: Maggio 2015
  • Formato: Libro – Pag 147 – 16,5×23
  • ISBN: 9788898301188
  • Prezzo € 16

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Mosè e Akhenaton di Ahmed Osman

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Mosè e Akhenaton
di Ahmed Osman

Mentre la Bibbia e il Corano stabiliscono Mosè come il primo Monoteista, le fonti storiche identificano Akhenaton come la prima persona che introdusse il culto di un Dio senza immagine per tutte le persone. Tuttavia, questa somiglianza solamente non potrebbe essere sufficiente per dimostrare che entrambi i personaggi fossero la stessa persona, per questo dobbiamo dimostrare che entrambi vissero allo stesso tempo storico e nella stessa posizione geografica.

Fu Sigmund Freud, uno dei pensatori più influenti del 20 ° secolo, che per primo suggerì che Mosè non era un ebreo, ma un egiziano, che visse durante il periodo del faraone Amenhotep III (c 1405 -. 1367 aC). Freud, il padre ebreo della psicoanalisi, scrisse nel suo ultimo libro Mosè e la religione monoteistica: “Forse mi sembrava mostruoso immaginare che l’uomo Mosè avrebbe potuto essere qualcosa di diverso da un ebreo.” Dopo aver rivisto la storia della nascita di Mosè; e l’origine della sua famiglia, Freud ha osservò che quasi tutti i più importanti popoli civili hanno tessuto miti intorno ai loro eroi, in particolare le storie della loro nascita: basti pensare i racconti di Sargon di Agade, Ciro di Persia, e Edipo dei Greci o Romolo di Roma.

In tutti questi miti, la nascita del figlio fu avvertita come contenere un grave pericolo per la sua sicurezza. Di conseguenza, il padre dà ordini per i nuovi nato di essere uccisi per evitare questo pericolo; nella maggior parte dei casi, il bambino si trova in un cesto, ed è posto in acqua. Il bambino è poi salvato da animali o da povere persone, come dei pastori. Quando è adulto, riscopre i suoi nobili genitori, e dopo molte avventure, sfoga la vendetta su suo padre e, riconosciuto dal suo popolo, raggiunge fama e grandezza.

Freud sottolineò, tuttavia, che la storia della nascita di Mosè si differenzia da quelli degli altri eroi su un punto essenziale: mentre Sargon, Ciros, Edipo e Romolo sono tutti nati da una famiglia reale e cresciuti in una famiglia povera, nel caso di Mosè il mito è stato invertito: Mosè era nato in una famiglia ebraica umile e allevato dalla famiglia reale faraonica, o almeno così dice la storia. Egli ha anche sostenuto che il nome del capo Israelita, “Mosè,” Non fosse derivato dall’ebraico come si era pensato in precedenza. Per Freud era un nome egiziano, “Mose”, che significa “bambino” o “figlio”. Mose è presente in molti nomi egiziani: Ptah-mose, Ra-mose Thut-mose, o il più familiare, Thutmose.

Per quanto riguarda le convinzioni religiose, Freud trovò una grande somiglianza tra la religione introdotta da Akhenaton, e l’insegnamento religioso attribuito a Mosè. Tuttavia, perché al momento di scrivere il suo libro si è credeva che Akhenaton morì alla fine del suo regno di 17 anni, Freud suggerì che il biblico Mosè fu uno dei alti funzionari di questo re che, dopo la sua morte, scelse per dimora  la tribù  ebraica a Goshen per essere il suo popolo eletto, e li condusse fuori nell’Esodo.

Tuttavia, dopo l’affermazione di Freud di una connessione tra Mosè e la religione di Akhenaton, alcune voci affermano che non esiste la relazione tra i due uomini, e respingono la religione di Akhenaton come enoteistica o monolatristica, mentre altri considerano il dio di Akhenaton, Aton, come rappresentazione culto del sole. Nel suo libro Akhenaton, il re eretico, Donald B. Redford, l’egittologo canadese, affermava: “poca o nessuna prova esiste per sostenere l’idea che Akhenaton era un progenitore del monoteismo in piena regola che troviamo nella Bibbia. Il monoteismo della Bibbia ebraica e il Nuovo Testamento avevano il suo sviluppo separato -. Il primo che ebbe inizio più di mezzo millennio dopo la morte del faraone “.

Tuttavia quando si confronta con l’insegnamento di Akhenaton del suo Dio, dalle iscrizioni di Aton nei templi ele  tombe di Amarna, con quello di Mosè ‘nella Bibbia, troviamo che il principale punto di unione di entrambi i personaggiè che; un Dio universale senza alcuna immagine, che creò il mondo: “L’Aton vivente, non è altro che Egli” … “Sè stesso ha dato alla luce sè stesso” … “Che decreta la vita, il Signore dei raggi solari”. “Tu creasti la terra quando tu eri lontano, … nei paesi esteri di Siria (nord) e Kush (sud), e il paese d’Egitto. … Ognuno ha il suo cibo, e la sua vita è messa in conto; e allo stesso modo le loro lingue sono interamente separate nella forma. I loro colori sono diversi, perché tu hai fatto i popoli stranieri diversi “Mentre la Bibbia dice.; “In principio Dio creò il cielo e la terra”. (Genesi 1: 1). “Ascolta, Israele, il Signore (Adonai) il nostro Dio, il Signore è uno”. (Deuteronomio 6: 4).

Commentando questo versetto, Sigmund Freud osservò che il testo ebraico: Schema Yisrael, Adonai Elohenu Adonai Echod, infatti si riferisce a al Dio di Akhenaton. Come la lettera t egiziana di Aton è equivalente ebraico della lettera d, e la vocale e diventa o in ebraico, spiegò che questa frase dal credo ebraico potrebbe essere tradotta come: Ascolta, Israele, il nostro Dio Aton è l’unico Dio . Alla morte del padre, Akhenaton abolì il culto di qualsiasi dio in tutto l’Egitto ad eccezione di Aton. Sotto il suo governo, i soggetti di Akhenaton sono stati totalmente impegnati dal re al culto di Aton solo, mentre chiuse tutti i templi, ad eccezione di quelli di Aton, disperse i sacerdoti e ha ordinò che i nomi di altre divinità dovessero essere cancellati dalle iscrizioni in tutto il paese.  Così Akhenaton fu il primo monoteista della storia, mentre i libri sacri lo attribuiscona al nome di Mosè.

Ahmed Osman

© Harmakis Edizioni

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Trailer: Le Confessioni di un Illuminato Volume 4 di Leo Lyon Zagami

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TAVOLA DEI CONTENUTI
LEO LYON ZAGAMI
LE CONFESSIONI DI UN ILLUMINATO VOL.4
Capi Segreti e Superiori Sconosciuti
Chi tira le fila del potere occulto dal mondo alieno

Prefazione del Cav.Luca Monti

Introduzione dell’Autore

CAPITOLO I

CHI E’ IL MAESTRO INVISIBILE

GLI ANTENATI ALIENI DI GESU’?…

UN PRIMO ACCENNO’ AGLI “STARGATE” MULTIDIMENSIONALI

MOSE’ IL PRETE DI OSIRIDE E LA SUA GUIDA ALIENA

LA DOTTRINA DELL’IMMORTALITA’ NEGLI ILLUMINATI

IL SOGGIORNO NEL SINAI, IL CONTE DI CAGLIOSTRO E I 40 GIORNI

LETTERA,VALORE NUMERICO E NOME DIVINO NELL’ISLAM DEL DAWA

MOSE’ SI ILLUMINA…

UN NOBILE VIANDANTE

IO SONO COLUI CHE E’

LA POLITICA “ALIENA” DI YAHWEH IL DOMINATORE ASSOLUTO DEGLI EBREI

KOOT HOOMI, IL CAPO SEGRETO DELLA BLAVATSKY

WEWELSBURG IL PORTALE ULTRADIMENSIONALE DI LUCIFERO

CAPITOLO 2
LA MIA ESPERIENZA: DA CAGLIOSTRO ALLO STARGATE DEGLI ALCHEMISTI PASSANDO PER IL GRAN LIBRO DELLA NATURA

CAGLIOSTRO IL MIO CAPO SEGRETO E MAESTRO INVISIBILE

“UN INDAGATORE DEL MISTERO DELL’UNIVERSO” E L’ILLUMINAZIONE

IL POTERE DELLA MAGIA NELLA MIA INFANZIA

L’APERTURA DEL GRAN LIBRO DELLA NATURA

LA RICERCA DEL PROFONDO E LO STARGATE

MIO PADRE MI SPIEGA LA MASSONERIA OCCULTA…CHE NON E´ QUELLA SOCIALE

MORIRE E RINASCERE NELL’INIZIAZIONE

DOVE SONO FINITI I VERI MAESTRI?

IL QUANTO: MISTERIOSA PORTA D’ACCESSO ALLA MULTI DIMENSIONALITA’ ?

CAPITOLO 3
GLI UFONAUTI E IL VAPIRISMO “ALIENO”

CON CHORONZON SI APRONO LE PORTE DELL’INFERNO NEL 1909

GLI UFONAUTI E IL CODICE SEGRETO DEGLI ILLUMINATI

GREENFIELD L’UFOLOGO DELL’O.T.O.

GREENFIELD E IL VAMPIRISMO ALIENO

PARASSITI ALIENI E L’EGGREGORA

ALDEBARAN SUGLI EGGREGORI E LE CATENE OCCULTE

AVVERTIMENTI SULLA MAGIA “ALIENA” E IL SEGRETO DELLA VOLONTA’

OPERAZIONE ALAMANTHRA:CROWLEY E IL PRIMO GRIGIO…

KENNETH GRANT E IL CULTO ALIENO DEL LAM

CAPITOLO 4
DAVID ICKE, RETTILIANI, VRIL E LINEE DI SANGUE AL SERVIZIO DEI CAPI SEGRETI

IL FATTORE MULTIDIMENSIONALE E DAVID ICKE

DAVID ICKE E I “RETTILIANI”

LA VERITA’ SUI RETTILIANI: VAMPIRI MULTIDIMENSIONALI

DALL’INCIDENTE DI ROSWELL ALLE ABDUCTION PASSANDO PER IL SATANISMO

ARCANA ARACANORUM

IL LOKA E IL TALA = L’ INFERNO E IL PARADISO DEI TEOSOFI

LE ORIGINI OCCULTE DI SCIENTOLOGY

IL VRIL ….

I CAPI SEGRETI SEGRETI DELLA GOLDEN DAWN E L’ANGELO CUSTODE DELL’O.T.O.

COME NASCE LA SOCIETA´ SEGRETA VRIL GESELLSCHAFT

IL VRIL E LE SUE DAME

NWO:IL RUOLO DEI GENI “ALIENI”

I JINN IN RELAZIONE AI RETTILIANI

GLI ILLUMINATI, LE LINEEE DI SANGUE E LA “TECNOLOGIA DI DIO” DEI JINN

USO MAGICO DEL CORANO

CAPITOLO 5
IL “MATRIMONIO CON LA FATA” E IL MISTERO DEGLI ELEMENTALI

ALIENI O ALTRO? IL PUNTO DI VISTA DI UN ATROPOSOFO

GLI ELEMENTI E I SPIRITI ELEMENTALI

I RETROSCENA DELL’UFOLOGIA NEL SUO INCONTRO CON IL PASSATO

LE SCIENZE SEGRETE DEL CONTATTO ALIENO….

SPERMA DIABOLICO E LO STRANO RAZZISMO DEL CONTE
IL POTERE DEGLI ELEMENTALI, ELETTRO- MAGNETISMO E PORTALI
LE RADURE: LUOGHI DI POTERE

CAPITOLO 6
I GENI “ALIENI” DELL’OCCULTISMO

SACRIFICI UMANI E DOTTRINE INQUIETANTI DIETRO ALLE ENTITA’

L’ESPERIMENTO…

SUGLI ILLUMINATI DELLA MIRIAM E LE RIVELAZIONI DEL GRUPPO AGAPÉ PROMETEO

DA ZUCCOTTI ALLA GRECIA DEGLI ILLUMINATI

L’ESPERIENZA DI UN AMICO

I SEGRETI DEL FASCICOLO D

QUALCHE STRALCIO DEL FASCICOLO D

I SEGRETI DELLA LA MAGIA SESSUALE DEGLI ILLUMINATI

LE CONFERME DE LO SPUTO DELLA LUNA…

CAPITOLO 7
POLITICA ESOTERISMO E ENTITA’

GLI ILLUMINATI E LA NASCITA DEL COMUNISMO

ROMA, 5 MARZO 2014

LE “RIVOLUZIONI”

LE RIVOLUZIONI E IL COMUNISMO DEGLI ILLLUMINATI

FASCISMO SEGRETO: QUELLO CREATO DALLA MASSONERIA E GUIDATO DAI GESUITI

IL MESSIA: UN RE O UN PAPA O MAGARI UN RICCO EBREO?

COSA LEGA LO SPIRITISMO, I ROSA+CROCE, E L’UFOLOGIA?

GLI SPIRITI

L’UFOLOGIA APPRODA UFFICIALMENTE IN VATICANO

VADEMECUM DEL CUN… NO GRAZIE

IL CAVALIERE UFOLOGO DEL VATICANO

IL FINE ULTIMO,L’ALCHIMIA DELLA REINTEGRAZIONE, E IL PENTAGONO

Postfazione del Cav.Fortunato Luciano Sciandra

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Certe Stazioni con Lucia Intartaglia

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Sabato 28 marzo 2015 nella splendida cornice di Palazzo Serra di Cassano, nelle Sale dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, si è tenuta la presentazione del libro “Certe Stazione” di Lucia Intartaglia. La sala era gremita per ascoltare le parole dell’autrice. A presentare Lucia Intartaglia, Paola Agnolucci Direttore Editoriale di Harmakis Edizioni.

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La signora Agnolucci ha fatto un escursus della storia di come è nata questa opera editoriale e della soddisfazione nel vedere un folto pubblico alla presentazione di questo libro. Conclude poi con un aneddoto di Leonardo Pieraccioni il quale afferma che: “i treni sembrano fatti apposta per gli addii, perchè se ne vanno lenti lenti lasciando tutto il tempo, a chi parte e a chi resta di ripensare a quello che sta perdendo”. Poi l’intervento del Dott. Eugenio D’Aniello, amico della Signora Lucia e autore Harmakis Edizioni.

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Successivamente l’autrice presenta il libro con letture a cura  di Anna Intartaglia di “Oltrelospecchio”.  Questo libro è un viaggio attraverso la vita dell’autrice che ripercorre gli avvenimenti più importanti per mezzo della protagonista Sarah.

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Il testo si sviluppa in dodici racconti scritti con sentimento e amore coinvolgendo il lettore fra storie vere e romanzate, fatte di partenze dolorose e di ritorni, di momenti ricchi di emozioni. Chi legge questi racconti, potrà calarsi e ritrovarsi nelle vicende che vi sono narrate.

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L’ebraico geroglifico.

ebraico

L’importanza delle radici e la distanza tra l’ebraico del testo sacro e l’ebraico corrente sono indici di una componente geroglifica dell’ebraico antico . Tale componente dovette svilupparsi , con ogni probabilità, durante i quattro secoli dell’esilio di Israele in Egitto ( tra il XVI e il XIII sec. a.C), poi venne dimenticata dopo il ritorno nella terra promessa.In Palestina il modo di pensare connesso alla lingua geroglifica era divenuto inutile e poco pratico.

Il “segreto” delle lingue geroglifiche , consiste nel fatto che :

1) Le lettere delle lingue geroglifiche avessero ciascuna, un valore fonetico e insieme un significato compiuto,

2) Per conoscere davvero una lingua geroglifica bisogna conoscere perfettamente i significati delle lettere, e saperli interpretare, così da avere il senso intero , originario.

In egizio e in ebraico , il senso delle parole erano tre. Un modo per parlare, un modo per significare, e un modo per nascondere i significati. Oggi si indicano in livello letterale, livello figurato, e livello sacro. Il livello letterale era usato nel linguaggio corrente e doveva essere chiaro e oncreto.
Il livello figurato , le parole non indicavano le cose concrete, ma il loro valore metaforico cioè ciò che può rappresentare. Il livello sacro le aprole divenivano realtà del mondo dello spirito e degli Dei. In ebraico , al primo e secondo livello la funzione delle lettere dell’alfabeto è solo fonetica, mentre il terzo livello è quello in cui le lettere mostrano che cosa si nasconda nelle parole.

Così , “luce” in ebraico è ‘aOR: la prima lettera, l’aleph , è il segno della potenza, la lettera O è il segno dell’intelligenza, la lettera R è il segno del movimento. Il significato geroglifico della luce è dunque ” la potenza del comprendere, che ha cominciato a muoversi”. Nelle versioni consuete della Bibbia , le parole e i nomi vengono tradotti solo al primo livello, sporadiche incursioni nel secondo livello, questo perchè sono fatte da traduttori che non conoscevano la componente geroglifica dell’ebraico.

Leonardo Lovari.

Fonti: La creazione dell’Universo – Igor Sibaldi.

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Gli italiani? Meno libri, meno film, ma più mostre e serate a teatro

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Ecco come stanno cambiando i “consumi culturali” degli italiani (secondo l’Istat)


Fine anno, tempo di bilanci. E di risposte a domande del tipo: come stanno cambiando i “consumi culturali” degli italiani? Stando all’Annuario statistico dell’Istat, che considera il 2013 e il 2014 (anni di recessione per l’Italia, va ricordato), nel nostro Paese è in calo l’interesse per il cinema, mentre si tende a uscire di più di casaper andare a teatro (qui prevale un pubblico femminile) o a vedere un concerto.

Aumenta anche l’interesse per mostre e musei (1,8 milioni di visitatori in più nel 2013 rispetto al 2012). In particolare, nel 2014 il 62,6% della popolazione ha assistito ad almeno uno spettacolo o ha visitato musei e mostre (nel 2013 la percentuale era pari al 61,1).

Quanto alla televisione, resta l’attrazione preferita, in particolare dai bambini e dagli anziani. Non calano gli affezionati della radio (resta un’abitudine per il 56,7% della popolazione).

In discesa, invece, la lettura di libri e quotidiani.

Gli italiani? Meno libri, meno film, ma più mostre e serate a teatro

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Malattia e psicologia: quando la mente ci apre nuove strade verso la guarigione

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Qualche tempo fa mi serviva uno dei miei vecchi libri, e mi sono ritrovata nel garage di una mia amica di Parma a recuperare scatoloni polverosi di volumi lasciati lì in deposito temporaneo prima di uno dei miei espatri. Il libro che mi serviva è saltato fuori, ma in compenso ne ho inaspettatamente ritrovato un altro che non ricordavo di avere. Caso o destino, sono sempre le cose inaspettate che ci cambiano davvero la prospettiva: il libro si intitola “Narrare la malattia“, di Byron J. Good, ed è un libro di antropologia medica. Il soggetto è estremamente interessante, specialmente quando si va ad indagare sulle radici della malattia in connessione con i nostri limiti mentali.

LA MALATTIA COME STATO METAFISICO

Sebbene si tratti di una lettura piuttosto tecnica e impegnativa, ricordo che quando iniziai a leggerlo come parte di un esame universitario rimasi colpita da un’idea che l’autore trasmetteva: quando siamo malati, il nostro corpo non risponde come vorremmo noi ai nostri bisogni e desideri, ci intrappola nell’immobilità costringendoci a fermarci per poter guarire. E mentre il corpo resta fermo, la mente è libera di spaziare, di concentrarsi su degli stati ben precisi del nostro corpo, come il battito del cuore, una sensazione acuta che cerchiamo di localizzare o di ignorare, oppure liberarsene completamente ed espandersi a dismisura. Senza che ne siamo completamente consapevoli, il dolore e la malattia alterano il nostro stato di coscienza, ci inducono a uno stato prolungato di riflessione sulla nostra condizione, mentre complicati processi fisiologici ci ricostruiscono poco a poco, cercando di ristabilire quell’equilibrio che chiamiamo salute.

Tutti ci siamo passati: quando non possiamo muoverci fisicamente, ci spostiamo con la mente. Ecco perché la malattia può essere considerata un diverso stato metafisico.

LA MALATTIA COME STATO DELL’ANIMA

Pur senza apparente correlazione con il libro di cui sopra, pochi giorni fa – su consiglio di una persona speciale – ho iniziato a leggere un romanzo di Alejandro Jodorowski: “La danza della realtà”. La storia non ha a che fare specificamente con la malattia, anzi… c’è molta poesia nella realtà di Jodorowski. Eppure, un paio di giorni fa, spiando l’alba dal finestrino di un aereo, ho letto alcune pagine e poi ho chiuso il libro e non l’ho ancora riaperto, rapita da mille collegamenti mentali che portano ulteriormente avanti il discorso del libro di Good: dalla mente, si passa all’anima.

Più tardi compresi che tutte le malattie, perfino le più crudeli, erano un genere di spettacolo. Alla base c’era la protesta per una carenza affettiva e per il divieto di pronunciare qualunque parola o fare un gesto che rivelasse tale mancanza. Il non detto, il non espresso, il segreto, poteva addirittura trasformarsi in malattia. L’animo infantile, soffocato dai divieti, elimina le difese organiche per consentire l’ingresso al male, poiché soltanto così avrà l’opportunità di esprimere la propria desolazione. La malattia è una metafora. E’ la protesta di un bambino trasformata in rappresentazione“.

LA CHIAVE DELLA GUARIGIONE

Jodorowski, però, non si limita a indurre il lettore a riflettere: fornisce anche una soluzione alla malattia. La chiave della guarigione è il cambio di prospettiva, la ricerca dentro sé stessi:

“‘Il mondo è come penso che sia. I miei mali derivano da una visione distorta. Se voglio guarire, non è il mondo che devo cercare di cambiare ma l’opinione che ho di esso’.

I miracoli sono paragonabili alle pietre: si trovano ovunque e offrono la loro bellezza, ma nessuno ne riconosce il valore. Viviamo in una realtà dove abbondano i prodigi, ma li vedono soltanto coloro che hanno sviluppato le proprie percezioni. Senza tale sensibilità tutto è banale, l’evento meraviglioso viene chiamato casualità e si cammina per il mondo senza avere in tasca quella chiave che si chiama gratitudine. Quando si verifica un fatto straordinario lo consideriamo un fenomeno naturale di cui approfittare come parassiti, senza dare niente in cambio. Invece il miracolo richiede uno scambio: ciò che mi è stato dato devo farlo fruttificare per gli altri. Se non viviamo uniti agli altri non possiamo captare il portento. I miracoli non li provoca nessuno, vengono scoperti. Quando colui che credeva di essere cieco si toglie gli occhiali scuri, vede la luce. Questa oscurità è il carcere della ragione.

A riprova che la mente si libera inconsciamente quando il nostro corpo ci immobilizza, e ci lascia quel tempo di cui ncessitiamo per guarire l’animo, cambiando la nostra prospettiva su noi stessi e sul mondo, e ricostruendo anche il corpo.

Simona Gauri

http://salute.leonardo.it/malattia-e-psicologia-quando-la-mente-ci-apre-nuove-strade-verso-la-guarigione/