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I Misteri della Pietra del Destino

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Chiamata anche Pietra di Scone o Pietra dell’Incoronazione, la Pietra del Destino (in inglese, Stone of Destiny, Stone of Scone oppure Coronation Stone) è un grande masso grossolanamente squadrato di arenaria rossa, in forma parallelepipeda, dai profondi significati simbolici.

Essa si trovava originariamente a Scone, piccolo villaggio della Scozia centrale da cui ha preso il nome, ed era la pietra sulla quale furono incoronati tutti i re scozzesi a partire da Kenneth I fino a Carlo II. Successivamente, quando nel 1296 la Scozia venne annessa al Regno Unito, il re Edoardo I deportò la pietra a Londra ed essa venne utilizzata per le incoronazioni dei Re d’Inghilterra. Per questo la pietra venne inglobata nel Trono dell’Incoronazione (Coronation Chair) che si trova a Westminster Abbey.

La pietra ha fatto ritorno in Scozia solo in un periodo recente, nel 1996, dopo una decisione governativa maturata in conseguenza del crescente dissenso tra gli Scozzesi riguardo la costituzione parlamentare. È stato stabilito che la pietra resti in Scozia, dove è attualmente (2012) conservata all’interno del Castello di Edimburgo, nella Sala dei Gioielli della Corona scozzese, e che verrà riportata a Londra soltanto in occasione delle incoronazioni.

Fin qui, dunque, sembrerebbe che la pietra sia solamente uno dei tanti simboli dell’identità nazionale e dell’orgoglio scozzese, al pari del kilt e della Croce di S. Andrea, ma scavando a fondo nella sua storia e nelle sue origini, si scoprono in realtà molte più cose, e sorgono collegamenti a prima vista impensabili. Nell’articolo, nato dalla disamina di diverse fonti, ci addentreremo nei significati più occulti della pietra, e cercheremo di rispondere alle seguenti domande: cosa c’entra la pietra con le presunte origini giudaiche della popolazione scozzese? Perché, nonostante sia un forte motivo di orgoglio nazionale, la restituzione della Pietra non è mai stata più di tanto caldeggiata dalla Scozia? Era davvero originale la pietra deportata da Edoardo I oppure venne abilmente “truffato”? E se fu così, dove si troverebbe oggi la vera Pietra del Destino e che ruolo ebbero i Cavalieri Templari in questa vicenda? E ancora: ci sono collegamenti tra la pietra e le “correnti telluriche”, legate alle cosiddette “energie della Terra”? Quali legami ci sono tra la pietra, il Santo Graal e la tradizione esoterica della Stirpe Divina? Per rispondere a tante domande, non resta che scavare nel mito e nella tradizione simbolica, cominciando, ovviamente, dal punto iniziale: le sue origini.

Origini bibliche: il “Cuscino di Giacobbe”

Le leggende più antiche che riguardano la Pietra di Scone sostengono che essa sarebbe nient’altro che la pietra che Giacobbe pose sotto il suo capo come cuscino (e sulla quale ebbe il sogno profetico sulla sua discendenza e la famosa visione della scala tra terra e cielo) e che successivamente, al suo risveglio, unse con olio sacro dichiarando il luogo, e la pietra stessa, “casa di Dio” (beth-el). Il passo biblico citato si trova nel libro della Genesi (cap. 28, versetti 10-22) ed è uno dei passi più ricchi di riferimenti simbolici, di cui è stato tanto scritto, a cominciare dall’illustre esoterista francese René Guénon, e di cui abbiamo ampiamente parlato nella pagina dedicata al Bethel. Non ripeteremo, dunque, le considerazioni già fatte in quella sede, ma ribadiremo soltanto il concetto che questa pietra, al cui interno si ritiene “risiedere” Dio, posta da Giacobbe a demarcazione di un luogo consacrato e consacrata essa stessa è divenuta un omphalos, un marcatore di un centro sacro, un po’ come lo sono, simbolicamente, gli obelischi nei quali gli antichi Egizi ritenevano albergasse Ra, il dio del Sole.

Nel racconto biblico, il “Cuscino di Giacobbe” diventa successivamente la “Pietra dell’Alleanza“, simbolo del patto tra Dio e Giacobbe al quale ha assicurato una lunga discendenza, la garanzia che la linea di sangue di Davide durerà nei secoli. Quando Nabucodonosor invase Gerusalemme, ne fece deportare il re Zedechia a Babilonia, e lo fece accecare. Ordinò inoltre l’uccisione di tutti i suoi figli, affinché la casa di Davide fosse privata di ogni erede. Ma ciò non avvenne in pieno, perché una delle figlie del re, la principessa Tamar, fu tratta in salvo dal profeta Geremia, che insieme al suo scriba Baruch prese la donna e la trasse in salvo, fuggendo verso l’Europa. Geremia portò con sé anche la Pietra dell’Alleanza, e insieme ad essa giunse in una località sulle coste irlandesi che venne chiamata Tara.

La Pietra di Tara, Tara Hill (Irlanda)

Nel folklore irlandese, questa è l’originale Lia Fàil,
la Pietra del Destino, originariamente destinata a suggellare
le incoronazioni dei re d’Irlanda. A nostro avviso, però, si tratta più che altro
di un riferimento simbolico, in quanto la pietra, per la sua forma particolare,
appare alquanto inadeguata affinché un re vi si sieda o vi si inginocchi sopra…

Tamar crebbe, ed essendo di sangue reale e discendente di Davide, fu chiesta in sposa dal reggente locale, il Re Supremo Eochid (secondo altre tradizioni, il suo nome era Heremon). Da allora, tutti i regnanti d’Irlanda sono stati incoronati sopra l’antica pietra di Giacobbe, che da allora divenne nota come Pietra del Destino (in latino, Saxum Fatale), o Lia Fàil [1]. Secondo la tradizione scozzese, intorno al 500 d.C. la Pietra dell’Incoronazione passò dall’Irlanda alla Scozia, per mano del sovrano Murtagh MacErc che la prestò al fratello Fergus, per la sua incoronazione come sovrano del regno di Dalriada, futura Scozia. Fergus MacErc di Dalriada fu il primo re Scozzese ad essere incoronato sulla Pietra del Destino e da allora la tradizione è stata sempre mantenuta.

La Pietra nel Medioevo: dall’Abbazia di Scone a Westminster

Edoardo I d'InghilterraLa Pietra del Destino venne affidata ai canonici regolari Agostiniani che la conservarono all’interno della loro abbazia in Scone, presso Perth [2]. Quando, nel 1296, Edoardo I d’Inghilterra si proclamò Re di Scozia, in seguito all’annessione della stessa, prelevò la pietra da Scone e la fece portare a Westminster Abbey, dove venne inglobata in un trono che cominciò ad essere usato nelle cerimonie di incoronazione (la Coronation Chair).

Tuttavia, sono in molti tra storici e ricercatori a sostenere l’ipotesi che la pietra consegnata dall’abate al re Edoardo non era la vera Pietra del Destino, ma un falso, e che la vera pietra fosse stata abilmente nascosta dai monaci.

La teoria si basa in larga parte sulla costatazione che tutte le fonti più antiche che parlano della Pietra la descrivono in modo diverso da come la si vede oggi. Secondo questi documenti, la pietra doveva essere molto più grande (secondo alcune fonti era stata scolpita in forma di trono), aveva molte incisioni su di essa e, soprattutto, era di colore scuro (per alcuni, di marmo nero). La pietra di Westminster è composta di arenaria rossa, una pietra molto comune nella zona di Scone, dalla quale proveniva, ma inesistente sia in Irlanda, sia nell’antica Giudea. Questo significa che se la pietra di Westminster è la vera Pietra del Destino, le leggende circa le origini giudaiche (come “cuscino di Giacobbe”) e la provenienza irlandese sono prive di fondamento, mentre se è vera la teoria del “falso” (e quindi se i monaci, messi alle strette, avessero davvero cavato una delle pietre locali, magari dalla costruzione stessa), ogni ipotesi sulle origini della pietra rimangono in auge.

Forma e dimensioni non sono l’unico elemento a favore dell’ipotesi della “truffa” ai danni del Re. C’è da rimarcare il fatto, comprovato, dello scarso interesse che gli Scozzesi hanno sempre dimostrato nei confronti della Pietra da quando essa è stata deportata in Inghilterra, nonostante l’importanza che essa aveva avuto per loro in precedenza. Nel corso delle trattative che culminarono nel Trattato di Northampton, del 1328, che sancì la definitiva indipendenza della Scozia, gli Inglesi offrirono la restituzione della Pietra ma gli Scozzesi non la caldeggiarono troppo, insistendo invece su altre reliquie come la Croce Nera di Santa Margherita e le regalie della corona scozzese. La Pietra venne nuovamente offerta nel 1329 e nel 1363, ma gli Inglesi non ottennero mai una replica. Gli studiosi contrari alla teoria della sostituzione giustificano questo fatto dicendo semplicemente che la Pietra non ha mai avuto una vera e propria importanza per il popolo scozzese, e che invece il loro presunto attaccamento verso di essa era soltanto il frutto di una montatura propagandistica del re Edoardo e dei suoi fedeli per celebrare la sua vittoria in Scozia. I fautori della truffa, invece, sostengono che la vera pietra non ha mai lasciato la Scozia, nascosta in un luogo sicuro, e che gli Scozzesi, fieri per natura e sicuri di questo fatto, non si curavano di una rozza pietra squadrata buona solo per le costruzioni.

Statua di Robert the Bruce

Statua di Robert the Bruce

Castello di Stirling, Stirling (Scozia)

È noto dalle cronache dell’epoca che Robert the Bruce, protettore dei Cavalieri Templari dopo la condanna dell’Ordine e reduce dalla battaglia vittoriosa di Bannockburn del 1314 nella quale altre leggende riferiscono che i Templari superstiti ebbero una parte fondamentale, venne incoronato re di Scozia nel pieno rispetto della tradizione, è quindi è sottinteso che ciò avvenne sulla Pietra di Scone. Su alcuni sigilli originali del Re, uno dei quali si trova appeso al “Cartiglio di Melrose” del 1317, si vede chiaramente Robert the Bruce seduto su un seggio squadrato di qualche tipo.

Gli autori Karen Ralls-MacLeod e Ian Robertson [3] riportano un ulteriore episodio noto alle cronache, secondo cui il Re, ad un certo punto, dovette essersi accorto di essere stato turlupinato. Al suo arrivo in Inghilterra con la pietra, infatti, pare che egli avesse ordinato la fabbricazione di un sontuoso trono in bronzo entro il quale la Pietra del Destino avrebbe dovuto essere incastonata. Del lavoro fu incaricato Mastro Adam, rinomato fabbro di corte. Pare che, però, ad un certo punto, nel 1298, quando il lavoro era giunto a circa la metà, il Re avesse cambiato improvvisamente idea. Un gruppo di Cavalieri fu inviato nuovamente a Scone dove rivoltarono l’abbazia da cima a fondo, in cerca di qualcosa che però non fu trovata. Al loro ritorno il re sospese la realizzazione del trono bronzeo ed ordinò, invece, una più modesta sedia in legno dipinta, affidata al Maestro Walter il Pittore, al modico prezzo di 100 scellini. La sedia in legno è quella che ancora oggi si trova all’interno di Westminster Abbey.

Se la pietra data al re era veramente un falso, dove si trovava la vera Pietra del Destino? Questa è un’altra questione aperta, perché nessun’altra pietra dalle caratteristiche assimilabili a quelle della Pietra di Scone è stata mai trovata apertamente esposta. Secondo alcune ipotesi, la pietra venne nascosta dai monaci sotto il fiume Tay. Altre ipotesi suggeriscono che il Re stesso affidò la custodia della Pietra ai Cavalieri Templari e che da essi o, meglio, dai loro discendenti moderni, sia ancora custodita da qualche parte in Scozia pronta ad essere tirata nuovamente fuori quando la Scozia ridiventerà indipendente dal Regno Unito.

Il ratto del 1950 e la teoria della sostituzione

Se della “truffa” del 1328 esistono soltanto illazioni, vi è stata un’altra occasione in cui la Pietra del Destino potrebbe essere stata sostituita, e ciò è avvenuto in tempi relativamente recenti, nel 1950. Durante il giorno di Natale di quell’anno, quattro giovani studenti, uno dei quali fortemente seguace del Nazionalismo scozzese, penetrarono in Westminster Abbey e rimossero la pietra dal Trono dell’Incoronazione, portandola via. In questa operazione, la pietra si spezzò in due. Nascosta nel baule di una macchina presa in prestito, gli studenti trasportarono clandestinamente la pietra in Scozia, dove un abile tagliapietre locale, Robert Gray, venne incaricato della riparazione. La pietra fu tenuta nascosta per alcuni mesi, cercata senza successo dalla Polizia incaricata dal Governo Britannico, finché non ricomparve spontaneamente l’11 Aprile del 1951, piazzata sull’altare dell’Abbazia di Arbroath [4]. La Pietra venne così riportata a Londra, e ricollocata sotto il trono. Tuttavia, Gray dichiarò successivamente, e provocatoriamente, che negli anni ’30 aveva realizzato numerose copie della Pietra del Destino e che non era del tutto sicuro che la pietra restituita a Londra era effettivamente quella originaria. Se tutto ciò fosse soltanto una montatura oppure no probabilmente non lo sapremo mai.

La restituzione del 1996: l’atto finale?

Il Castello di Edimburgo

Il Castello di Edimburgo

Durante il 1996, in risposta alla crescente tensione tra i Nazionalisti scozzesi che lamentavano una scarsa rappresentanza della loro nazione all’interno del Parlamento inglese, il Governo offrì spontaneamente la restituzione della Pietra del Destino alla Scozia. La Pietra venne così definitivamente rimossa dal Trono dell’Incoronazione di Westminster e portata nella capitale scozzese, dove oggi è conservata all’interno del Castello di Edimburgo, ben visibile ai turisti (sebbene sia proibito fotografarla, più che altro perché insieme ad essa sono conservati i Gioielli della Corona scozzese). La cerimonia della traslazione è stata effettuata nel giorno di S. Andrea, protettore della Scozia, alla presenza del Principe Andrew inviato come rappresentante della Regina. L’accordo prevede che la pietra torni temporaneamente a Westminster in occasione delle future incoronazioni.

Simbolismo: le reliquie del Graal e le teorie “eretiche”

Dal punto di vista simbolico, oltre ad essere vessillo dell’orgoglio nazionalistico scozzese, la Pietra del Destino ha molti altri significati più occulti. Del suo ruolo come omphalos abbiamo già parlato in occasione delle sue origini leggendarie come “cuscino di Giacobbe”, il che la collega anche ai betili sacri ed alle “energie della Terra“.
Scavando ulteriormente nelle antiche tradizioni dell’Irlanda, si scopre che i mitici Tuatha De Danaan, divinità irlandesi giunte da occidente e rappresentanti ultraterrene del “piccolo popolo” dei folletti, fecero dono agli uomini di quattro oggetti sacri, dotati di poteri particolari. Essi erano: la Spada di Nuada, che una volta sfoderata non mancava mai la sua vittima, il Calderone di Dagda, che come una cornucopia offriva cibo in continuazione senza mai svuotarsi, la Lancia di Lugh, terribile arma che sprizzava scintille e sangue capace di dare l’invulnerabilità a chi la impugnasse, e la Lia Fàil, la Pietra dell’Incoronazione, che legittimava le incoronazioni regali emettendo un grido ogni volta che un re degno di questa carica vi salisse sopra.
Il ricordo di questi quattro oggetti, sicuramente simbolici, venne trasfuso nei cicli di romanzi nella letteratura del Graal. Quando Perceval assiste alla processione che si svolge nel Castello del Graal davanti al Re Pescatore, quattro oggetti, detti “reliquie” del Graal, sfilano davanti a lui: sono una spada, una coppa, un piatto ed una lancia, e ricordano chiaramente i doni dei Tuatha De Danaan. Nel Medioevo questi stessi quattro oggetti vennero codificati nei semi delle carte dei Tarocchi, precisamente negli Arcani Minori. Il simbolismo si mantenne anche quando gli Arcani Minori divennero carte da gioco comuni, e fu mantenuto quando da queste derivarono le carte da poker francesi. Per approfondire questo passaggio e per addentrarsi nel simbolismo delle Carte da Gioco, si rimanda il lettore all’articolo apposito presente nella sezione del Simbolismo.

I MISTERI DELLA PIETRA DEL DESTINO di ADRIAN GILBERT – HARMAKIS EDIZIONI

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ILLUMINATI E LA MUSICA DI HOLLYWOOD

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Domanda: Perché sembra che le celebrità del momento a Holywood  peschino tutte nello stesso pool genico di padri di nessun rilievo e madri single (Mel B, Kim Kardashian, Kimora Lee Simmons, Amber Rose, Nicole Murphy, Draya, Katt Stacks, ecc,ecc.), scambiandoseli l’un l’altra negli anni come fossero regali?
 Risposta: Perché c’è una parte di quelli che per comodità definiamo Illuminati (pur se appartenenti a una miriade di sette differenti) che fanno capo a  chi governa il mondo che si serve di schiavi sessuali (sia maschi che femmine) il cui compito è di mantenere le celebrità passive, non focalizzate, e possibilmente suscettibili alla dominazione ed al controllo totale da parte dell’elitè.Ecco perché purtroppo continuiamo a vedere sempre e solo gli stessi artisti e le stesse facce attorno a loro, cosa che accade anche se in forma diversa per via della professione  con le star del calcio e le varie veline specialmente qui da noi in Italia.Sempre a livello italiano è particolarmente interessante il caso di Sara Tommasi (showgirl, attrice e modella italiana) che dopo il suo flirt con l’ex Primo Ministro Silvio Berlusconi  (si sempre lui…) ha aver affermato di aver fatto il patto col diavolo per ottenere il successo che ha avuto  in passato, anche se poi  sembrerebbe  se ne sia pentita amaramente. In un video pubblicato su Youtube fatta da un noto intervistatore romano  Massimo Marino di  ViviRoma , progetto televisivo locale un pò trash ma molto apprezzato dal popolo della notte capitolina  al minuto 3:25 gli viene chiesto di  spiegare cosa siano quelle tre lettere “S” tatuate sulla sua spalla e lei risponde senza peli sulla lingua: “Soldi, sesso e successo… il patto col diavolo”. E poi continua rincarando la dose per rendere il concetto ancora più chiaro all’intervistatore: “Mai andare in chiesa, solo adorare il diavolo”. Infine dal minuto 4:15 la Tommasi accenna di una sua futura visita a Medjugorje facendosi però delle risate di incredulità verso Dio, deridendolo in maniera blasfema (min.5:05) e dicendo tra le altre cose: “Ma chi ci crede…” !

Nel mio nuovo libro non parlo della Tommasi,  ma dedico un piccolo spazio di approfondimento a un altra delle vittime del milieu Berlusconiano: Michelle Bonev che come tanto donne dello spettacolo internazionale come la stessa cantante Beyonce si legano a questi uomini potenti per arrivare in cima alla piramide. Dal titolo del libro il cuore del problema si trova a Hollywood non Italia,  dove il “Diavolo” o meglio “Satana” quello  che il satanismo di tipo spirituale indentifica con il dio Enki, ha posto le basi del  suo successo un secolo fa e dove fu celebrata la prima Messa al mondo dell’infame culto di matrice  Luciferina noto come Thelema creato dall’illuminato e noto mago nero dedito alla Magia Sessuale  Aleister Crowley. Il pilastro centrale e il collante dell’esoterismo in fondo è  la MAGIA SESSUALE, utilizzata nei vari ambiti della stregoneria, del satanismo, del variegato mondo panteistico e del tantrismo sempre più popolare nel mond odello spettacolo; la magia sessuale viene considerata come la sorgente di tutto il potere gestito dagli illuminati. L’uso del sesso per raggiungere  questi “poteri” appare così come il terreno comune di tutto ciò che è magico, occulto ed esoterico, unificando il tutto in un immenso crogiuolo pieno di vittime spesso ignare e sprovvedute come la Tommasi ma anche la povera Marilyn Monroe e di sicuro oggi abbiamo artisiti molto più consapevoli che si votano anima e corpo senza ribellarsi a questo stato di cose.

Ma ha chi giova tutto ciò?

Nel mio nuovo libro ILLUMINATI, E LA MUSICA DI HOLLYWOOD vi introduco gradualmente al problema partendo dalla militarizzazione della musica che sta alle origini delle principali case discografiche. L’8 Novembre 1999 per esempio a riguardo della BMG tanto per citarne una, il Nation Magazine affermò che: “Contrariamente alla versione ufficiale della compagnia, Bertelsmann (N.d.A. e quindi la BMG) cooperò con i Nazisti nei tardi anni Trenta e nei primi anni Quaranta, pubblicando vario materiale di propaganda Hitleriana”.

C’è qualcun altro oltre a me che trova ironico come una compagnia una volta collegata al Nazismo possa ora rappresentare molta proprio di quella gente di cui una volta supportava l’uccisione? La BMG (Bertelsmann Music Group) Publishing controlla oltre un milione di copyright.   Società controllate dalla BMG:

  • RCA Music Group
    • RCA Records
    • Arista Records
    • J Records
    • Full Surface Records
    • US Records
  • Zomba Music Group
    • Battery Records
    • Epidemic Records
    • La Face Records
    • Music for Nations
    • Pinnacle Records
    • Scotti Brothers Records
    • Silvertone Records
    • Verity Records
    • Volcano Entertainment
    • X-Cell Records
    • Arista Nashville
    • RCA Nashville
    • BNA Records
    • BMG Kidz
Tra gli artisti che una volta avevano firmato con questa casa discografica, o con una delle sue affiliate, ci sono Avril Lavigne, i Coldplay, Shakira, Nelly, Britney Spears, R. Kelly, Shania Twain, Christina Aguilera, Kelly Clarkson, i Linkin Park, Jay-Z, i Maroon5, Justin Timberlake, Joss Stone, Elvis Costello, Ne-Yo, Mariah Carey, i Black Eyed Peas, Kenny Chesney, The Game, Mario, i Rascal Flatts, i No Doubt, Thomas Anders, Jessica Simpson e 50 Cent, come anche leggende del calibro di Bob Dylan, Elvis Presley e Frank Sinatra ed altri.
 
Guardatevi intorno a volte le cose che ci sfuggono sono proprio quelle che ci stanno davanti. Il controllo mentale è possibile solo se noi “permettiamo” a qualcuno o a qualcosa di entrare nel nostro subconscio… solo allora le nostre menti possono essere manipolate. Gli esperimenti di controllo mentale, la cosiddetta scienza Nazista cosi cara agli illuminati che controllano il mondo, sono andati avanti per decine di anni  anche con un utilizzo sistematico e manipolatorio  della conoscenza esoterica della psiche umana. Ridicolizzando cosi qualsiasi interpretazione spirituale della vita e mobilizzando le forze della scienza convenzionale a proprio favore incluse quelle della psichiatria come nel caso dell’Istituoto Tavistock.
Tutti costoro fanno parte di quell’Eggregore immenso che risiede più di ogni altro luogo a Hollywood dove mi sono recato per scoprire chi c’è  realmente dietro a tutto questo, scoprendo  fatti, luoghi e persone che sinceramente ho trovato preoccupanti e che dimostrano che il Nazismo della BMG come di alter case discografiche di cui parlo approfonditamente nel libro , rappresentano l’ala più occulta e manipolatoria del mondo dello spettacolo che oltre a un controllo di tipo Massonico usa le sette sataniche che come ci ricordò la celebre rivista THE NEW YORKER qualche anno fa, sembrerebbero di fatto legate a quel nazismo che non si è di certo spento con la sconfitta della Germania nella Seconda Guerra Mondiale  e che grazie ai tanti esuli nazisti giunti negli States sotto la protezione della CIA è andato a rafforzare quel programma per il controllo della menti conosciuto oggi come MK-ULTRA.
Questo mio nuovo lavoro vuole portarvi alle radici del problema li dove c’è il forte coinvolgimento della Fondazione Rockfeller e di tutta una serie di scienziati e esperti del mondo dello spettacolo al soldo dei  potenti  capeggiati dai Rothschild.
E cosa fa la Chiesa per proteggere I Fedeli da tutto questo? 
Rispondo con la solita Battuta di Cetto La Qualunque: UNA BEATA MINCHIA! E in questo libro spiego anche il perchè di questa corruzione graduale ma inesorabile dei costumi nella Chiesa di Roma voluta dai potenti del Club Bilderberg aiutati da Istituti come il Tavistock che infine porta tutti gli artisti e I potenti come Bono o Bill Gates da una sola persona a capo di questo infame  mondo luciferino ovvero la Regina Elisabbeta II e la Corte dei Reali di Inghilterra quelli che hanno investito di onori e gloria “I Baronetti di Liverpool”.
Detto questo quando Beyonce (amante di Obama) apparve per la prima volta sulla scena con le Destiny’s Child, era ovvio che lei aveva qualcosa di particolare. Lavorava più duramente per emergere ed era aiutata lungo il percorso da un padre manipolatore. Mentre Beyonce faceva parte delle Destiny’s Child incontrò Jay-Z, collaborarono e puf, all’improvviso erano una coppia.  Beyonce si avventurò in un suo progetto personale, un duetto con Jay-Z chiamato Crazy in Love. Fu un successo, chiuse anche la bara sulla carriera delle altre componenti delle Destiny’s Child.
Questo solleva un’altra domanda… se Crazy in Love non avesse avuto successo, le Destiny’s Child sarebbero ancora insieme? Fatevi queste domande: Perché Beyonce indossa gioielli con l’immagine di Bafometto? Perché Jay-Z ha chiamato la sua compagnia col nome di uno dei demoni degli Illuminati? E le risposte arriveranno da sole….
Amil, la prima First Lady della Roc-a-Fella Records (si proprio come Rockefeller) la casa discografica di Jay Z  ed ex protégé dello stesso, elaborò nella sua canzone Quarrels (dal suo album del 2000, All Money Is Legal) come il diavolo punti alla tua anima offrendoti regali.
Quarrels
“Ehi, da quando ti conosco hai cercato di farmi
Comportare come i miei amici, ma io so che è così che mi hai fregata
Ti piace vedermi su di giri, ami vedermi brilla (tipsy)
Ho sentito che vuoi persino ficcarmi dentro un piccolo chip
Mi hai fatto conoscere la tua cerchia di amici, odio, invidia, lussuria e avidità
Hai detto che vuoi il mondo intero in custodia
E che se ti do la mia anima, tu mi darai oggetti di lusso
Mi hai detto di vendere crack alla mia gente e di diventare ricco allontanandomi dai tossici (get rich off fiends)
Ti piace il numero sei ma odii il numero tredici
C’è sempre stato qualcosa in te che mi faceva venire la pelle d’oca
Mi hai fatto diventare una giocatrice e mi hai mostrato come essere ricca (how to ball)
Vedo il tuo occhio che mi guarda sui biglietti da un dollaro
Così come governerai le nazioni sotto una sola religione
Hai questo Nuovo Ordine Mondiale, è come una grossa prigione.” (Testo editato)
Lady Gaga, che frequentò il prestigioso Convent of the Sacred Heart (lo stesso istituto frequentato da Caroline Kennedy) è stata un burattino degli Illuminati fin dalla prima volta che entrò in scena. In molte delle sue foto nasconde un occhio o lo racchiude in un cerchio, rimarcando l’idea dell’Occhio Che Tutto Vede.
 La si è vista indossare corna, e nel video di Bad Romance è comparsa la testa di Bafometto. (Nota: il regista dei video di Paparazzi e Telephone è stato fotografato con addosso una maglietta con la faccia di Bafometto).
Il gruppo dirigenziale di Gaga è diretto da Akon anche lui legato all’elitè afroamericana degli illuminati di cui approfondisco il ruolo nel mio libro. Rihanna (alias Rihtardata come scrive la scrittrice Americana Rebecca Scott) fu tirata dentro dopo aver pubblicato video come Umbrella, Disturbia e Run This Town, in cui, se non sta impersonando una donna posseduta dal demonio, sembra fare parte di qualche culto e anche il suo ex Chris Brown spesso esibisce segni di possessione demoniaca, in questo libro però non voglio speculare e vi spiego il perchè di tutto questo mostrandovi i lati più segreti di Rihanna legata in tutto e per tutto agli illuminati.  Ho inoltre avuto conferma dalle mie fonti a Hollywood  che il Video Music Awards (VMAs) del 2009 è stato un unico grande rito satanico, che comprendeva una preghiera al demonio e l’iniziazione agli Illuminati di Taylor Swift, insomma nulla e come appare nel mondo dello spettacolo e Buona lettura con il mio nuovo libro ILLUMINATI, E LA MUSICA DI HOLLYWOOD su Harmakis Edizioni in libreria dal 24 Novembre 2014.
Leo Lyon Zagami
 http://edizionisicollanaexoterica.blogspot.it/2014/11/illuminati-e-la-musica-di-hollywood.html
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“Una goccia nel mare”: a Montepulciano si parla di affidi familiari

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Una goccia nel mare”: la presentazione del libro di Meri Lolini, dedicato all’esperienza degli affidi familiari, si svolgerà il prossimo sabato 27 settembre alle ore 17:30 nella splendida cornice del Palazzo del Capitano di Montepulciano. L’analista chimico Meri Lolini vive a Firenze, ma è originaria della Maremma, ed è legata a Montepulciano perché ha sposato un poliziano doc, Marco Bardelli.

“Amo Montepulciano da sempre. Ho fatto il mio ingresso nella Contrada di Voltaia quando ho conosciuto Marco; qui ho incontrato tanti nuovi amici che mi hanno trasmesso la passione per la partecipazione all’attività contradaiola e mi hanno accolto in semplicità ed amicizia e, grazie a loro, sono entrata in sintonia con l’ambiente, con i sapori ed i profumi dei piatti della tradizione culinaria, sublimi cornici ad ogni manifestazione poliziana”.

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Amo definire Meri una mamma speciale, mamma di cuore e di pancia, perché ha condiviso con Marco e suo figlio Matteo, ventuno anni fa, l’esperienza dell’affido familiare accogliendo Raluca, una bambina rumena, quando suo figlio aveva dieci anni. “Una goccia nel mare: dalla casa-famiglia alla famiglia” è il racconto che Meri ci offre del vissuto, del vivere quotidiano in casa Bardelli dopo aver intrapreso l’ esperienza di affido.

“La storia della nostra famiglia, che io definisco come una famiglia in espansione, ho sentito il bisogno di metterla per iscritto per testimoniare l’importanza e l’urgenza dell’affido familiare”.

Il libro, edito da Harmakis ed uscito nel gennaio di quest’anno, ha già conosciuto notevoli riconoscimenti soprattutto da parte dei lettori ed è stato presente a numerosi eventi: a Terni presso l’Arpa Umbria con il patrocinio dello stesso comune, a Radio Incontri Valdichiana di Cortona, a  Valdeuropa di Montevarchi e in più occasioni a Firenze con il patrocino del Comune ed in collaborazione con il Centro Affidi. Nel libro Meri sottolinea l’importanza dell’accoglienza nei confronti dei minori che per motivi diversi sono affidati ai servizi sociali e collocati in casa-famiglia e comunità.

“A questi fanciulli viene a mancare la “stampella” della continuità familiare e sono svantaggiati rispetto ai loro coetanei che vivono in famiglie dove i ruoli sia affettivi che educativi sono di facile identificazione”.

Meri sostiene che il rapporto tra i genitori affidatari ed eventuali fratelli e sorelle che incontrano nella nuova famiglia deve essere basato sempre sull’accoglienza incondizionata e non deve mai trasparire verso di loro la minima compassione.

“Queste creature non devono sentire su di loro il peso ingombrante delle carenze affettive ed educative della loro famiglia di origine, ma devono avere il diritto di essere amati, cresciuti ed educati come tutti i figli con le stesse necessità perché tante, diverse e specifiche sono le loro personalità, sensibilità e gli avvenimenti che li hanno traditi e feriti. Per accogliere un minore in una famiglia non esiste un metodo educativo da adottare, ma sono necessari gli stessi ingredienti che si usano per i figli naturali: amore, tolleranza, comprensione e capacità di ascolto. La stessa condivisione di una linea da adottare spesso va corretta di volta in volta dato che le rigidità di comportamento e di pensiero non sono mai percorribili per le possibili problematiche che possono generare”.

Nel libro Meri valuta anche i rapporti dei componenti della famiglia affidataria con il contesto sia familiare che sociale nella quale vivono, lavorano e studiano.

“Ci sono molte curiosità, a volte anche banali, che scaturiscono da parte dei conoscenti, alcune domande che riguardano le motivazioni che ti hanno portato a fare questo percorso alle quali spesso rispondiamo più con i fatti che con mille parole”.

Il libro di Meri si legge bene, ha un sapore familiare, pare scritto con un inchiostro che profuma d’amore, ti riempie e ti presenta una famiglia che nella quotidianità si è resa grande.

“Prima di aprire la porta di casa, bisogna aprire la porta del cuore e della testa. È necessario essere accoglienti non solo per il minore in se stesso, ma verso il suo modo di pensare e la sua cultura di origine perché spesso i bambini in affidamento non sono solo italiani e di religione cattolica. Bisogna pensare con convinzione di essere cittadini del mondo per arrivare ad una piena condivisione”.

L’amica Meri si augura che il suo libro possa contribuire a far aprire la strada per far crescere il numero di questa tipologia familiare.

(articolo a cura di Lucia Tremiti)

“Una goccia nel mare”: a Montepulciano si parla di affidi familiari

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Presentazione del libro, L’Ultima Malattia di Eugenio D’Aniello

eugenioPresentazione del libro, L’Ultima Malattia di Eugenio D’Aniello

L’ Autore, medico specialista in Oculistica, ed Ufficiale Medico dell’Esercito, che vive e lavora in provincia di Napoli, noto nel suo campo anche per l’intensa attività di consulenza e di informazione, dopo aver sperimentato di persona, a livello professionale e familiare, vicende di grande impatto a livello di salute, in seguito alle quali si è anche avvicinato a medicine “non convenzionali”, passa in rassegna le emozioni collegate a storie di malati e malattie, ma anche episodi di guarigione. Tali emozioni vengono raccontate anche per quanto riguarda i medici e i familiari che hanno assistito gli ammalati.

L’esposizione è resa scorrevole e comprensibile a tutti, mediante il racconto di una serie di storie, come un “film a episodi”, con trame completamente diverse e con evoluzioni diverse: si va da storie di famiglie “normali” di un’Italia del Sud, a storie di famiglie di medici, ad episodi in Ospedali o strutture pubbliche del nostro sistema sanitario, a storie ambientate in territorio di guerra in Kosovo. Ne deriva un quadro emblematico di un certo modo di condurre la “sanità” italiana del XXI secolo, con il suo alto contributo tecnologico, con le sue contraddizioni ma, forse, con una insufficiente attenzione all’unità corpo – mente – spirito e alla sua influenza sullo stato di salute.

Titolo: L’Ultima Malattia

Autore: Eugenio D’Aniello

Editore: Harmakis Edizioni

Collana: Narrativa

Data di Pubblicazione: gennaio2014

Prezzo euro 13,00

 

Isbn: 978-88-98301-05-8

La presentazione si terrà il giorno 19 Settembre alle ore 18, presso la Libreria Parole Ribelli, Corso Cavour 3, 05018 Orvieto.

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I Mitanni alla Corte dei Faraoni di Antonio Crasto

I-Mitanni-alla-corte-dei-faraoni-big-25-965La XVIII dinastia egizia vide la presenza di alcuni sovrani guerrieri (Thutmose I, Thutmose III e Amenhotep II) che svolsero un’azione di conquista e controllo delle città stato del Vicino Oriente, incrementando considerevolmente i tributi che annualmente arricchivano il tesoro del regno.
La dinastia si caratterizzò anche per il nascere di due anomalie religiose: il regno del faraone donna Hatshepsut, matrigna e coreggente di Thutmose III, e il periodo “eretico” di Akhenaton (donna).
La comprensione di queste “eresie” porta a riconsiderare la religione egizia, ipotizzando un’antica religione stellare, basata su 8 / 12 divinità associate agli astri del Sistema solare.
L’originale visione di una dea madre stellare (Horus l’antico / Hathor) e un dio padre stellare (Ra / Horakhty) venne sostituita dal Mito di Osiride, che, ispirandosi a una catastrofe planetaria che coinvolse alcuni pianeti del Sistema solare, costruì un’allegoria del Diluvio Universale del 5500 a.C., creando alcuni importanti sincretismi degli dei stellari: Hathor, Sah e Apophys, con gli dei terreni: Iside, Osiride e Set.
La religione di Osiride fu associata alle teofanie solari: Ra (Era del Toro) e Amon (Era dell’Ariete), ma esse furono sottovalutate dai sovrani Hatshepsut e Akhenaton, su ispirazione rispettivamente dell’ebreo Senenmut e della mitannica Nefertiti.
L’influenza di personaggi mitannici a corte si può cogliere con la presenza: della principessa Mutemuia, del principe Yuia e della sua sposa Tuia, della loro figlia Tiye e della principessa Gilu Heba / Nefertiti.
Alcune situazioni sembrarono compromettere la dinastia: la sterilità di Tiye, la nascita di un solo erede maschio, Thutmose, una malattia di Amenhotep III e una grave epidemia di peste.

Autore: Antonio Crasto

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Una Goccia nel Mare

goccianelmareQuesta storia vera, vissuta in ogni minimo dettaglio raccontato, è stata ricondotta in questo racconto di vita familiare per portare un messaggio che sia utile a tutte quelle persone che hanno voglia di arricchire loro stessi e gli altri investendo sul progetto famiglia. Dirò in modo molto sincero che raccontare questa mia e nostra esperienza è stato molto complicato sia nel trovare le parole sia le espressioni adeguate alla trasmissione delle emozioni che ci hanno entusiasmato e a volte turbato lungo questo percorso della nostra “famiglia in espansione”. Affrontare la genitorialità e la fratellanza “di cuore” tramite l’affido o l’adozione è un gesto importante ed è assolutamente positivo se è fatto con reciprocità affettiva e ricerca di rapporti familiari autentici, che possono essere schietti nel bene e nel male così come sono con i figli e i fratelli naturali. Non deve esserci la compassione, ma la condivisione delle situazioni da affrontare nel rispetto di tutti gli attori della famiglia. In una società, degna di questo nome, deve essere vivo l’interesse per l’altro affinché anche le persone più svantaggiate abbiano le opportunità adeguate per avere un destino dignitoso e rispettabile. E’ fondamentale in questo momento sentirsi cittadini del mondo senza frontiere di nessun tipo per comprendere le necessità di persone che hanno il colore della pelle diverso dal nostro. Persone comunque da accogliere per iniziare a “camminare insieme” nella strada prima del cuore e subito dopo della vita. Spero di potervi incuriosire a tal punto da rendervi pronti a sperimentare personalmente la vostra “genitorialità di cuore” accogliendo “un figlio nella vostra realtà”. E questo messaggio che parte ora, mi piace immaginarlo su un piccolo foglio arrotolato nel becco di una candida colomba che lo depositerà in un angolo riparato del vostro grandissimo cuore…

Una Goccia nel mare di Meri Lolini

Harmakis Edizioni

129 pagine

Prezzo Euro 13,50

ISBN :978-88-98301-08-09

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L’Ultima Malattia di Eugenio D’Aniello

ultimamalattiaL’ A u t o re, medico specialista in Oculistica, ed Ufficiale Medico dell’Esercito, che vive e lavora in provincia di Napoli, noto nel suo campo anche per l’intensa attività di consulenza e di informazione, dopo aver sperimentato di persona, a livello professionale e familiare, vicende di grande impatto a livello di salute, in seguito alle quali si è anche avvicinato a medicine “non convenzionali”, passa in rassegna le emozioni collegate a storie di malati e malattie, ma anche episodi di guarigione. Tali emozioni vengono raccontate anche per quanto riguarda i medici e i familiari che hanno assistito gli ammalati.

L’esposizione è resa scorrevole e comprensibile a tutti, mediante il racconto di una serie di storie, come un “film a episodi”, con trame completamente diverse e con evoluzioni diverse: si va da storie di famiglie “normali” di un’Italia del Sud, a storie di famiglie di medici, ad episodi in Ospedali o strutture pubbliche del nostro sistema sanitario, a storie ambientate in territorio di guerra in Kosovo. Ne deriva un quadro emblematico di un certo modo di condurre la “sanità” italiana del XXI secolo, con il suo alto contributo tecnologico, con le sue contraddizioni ma, forse, con una insufficiente attenzione all’unità corpo – mente – spirito e alla sua influenza sullo stato di salute.

Titolo: L’Ultima Malattia

Autore: Eugenio D’Aniello

Editore: Harmakis Edizioni

Collana: Narrativa

Data di Pubblicazione: gennaio2014

Prezzo euro 13,00

Isbn: 978-88-98301-05-8

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Tornerà la mia estate, un libro al centro di un dibattito ancora troppo aperto.

 

presentazioneVenerdì 31 maggio, presso la Biblioteca Comunale di Montevarchi (AR), si è svolto l’evento: Conversazioni sul libro Tornerà la mia estate.

Leonardo Lovari e Andrea Falciani sono i due autori di una storia che ha radici nell’attualità dell’argomento: la contesa di una bambina nata da genitori separati appartenenti a due diversi Paesi.

E come si legge nella quarta di copertina del libro, edito dalla Harmakis Edizioni, “Il mondo sta cambiando, si sta globalizzando. Diverse etnie si spostano per cercare fortuna in paesi più ricchi. Questa mescolanza di razze ha portato ad avere relazioni tra uomini e donne di altri paesi. Da queste unioni nascono dei figli ma, molte volte, queste unioni si rompono e spesso uno dei due genitori si porta via nel paese di origine i propri figli, sottraendoli all’altro genitore.” Ed è qui che nascono le tragedie, le storie infinite di dolore da tutte le parti, ma specialmente per i bambini che,  in quanto minori, non hanno alcuna possibilità di scelta e sono costretti a subire le decisioni di un adulto che li sradica dalla terra in cui sono nati e cresciuti oppure di un tribunale.

Quella di Tornerà la mia estate è e sarà una delle storie che continuano e continueranno a ripetersi, che continuano e continueranno a mettere dentro l’occhio del ciclone ‘affidamento’, dei bambini che chiedono solo serenità e amore, che chiedono solo di poter vivere la loro vita senza dover essere allontanati da ciò che gli appartiene e di non dover essere oggetto di liti, dispute e controversie legali difficili e molto lunghe da sopportare per le loro menti di fanciulli.

A presentare l’evento una persona molto competente nella gestione dei conflitti e l’educazione dell’affettività, Nicoletta Cherubini, da molti anni progettista e docente di percorsi formativi rivolti a docenti, allievi e genitori.

Una serata veramente interessante è stata, quindi, quella della presentazione del libro Tornerà la mia estate in cui il dibattito si è protratto fino a tarda sera e alla quale è intervenuto l’assessore alla Cultura di Montevarchi, Pierluigi Fabiano.

 

Anna Rita Scheri

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Harmakis Edizioni

Harmakis-edizioni-120-x-120.jpgMissione

La Harmakis Edizioni, che fa parte del gruppo S.E.A, Servizi Editoriali Avanzati, nato per far fronte alle diverse esigenze di pubblico interessato a tematiche riguardanti la Crescita Personale a 360 gradi e quindi alla diffusione di informazione e contenuti, offre a coloro che sentono il bisogno di divulgare i loro scritti un appoggio completo che va dalla valutazione testi alla correzione di bozze, dall’editing all’impaginazione dei volumi, dalla revisione di traduzioni alle trascrizioni e pubblicazione e promozione delle opere. L’Harmakis segue, quindi, l’autore passo passo nel percorso tortuoso di un libro che vuol farsi spazio nel mondo della cultura e nel trovare un pubblico disponibile e adatto alla lettura e alla critica del testo proposto, mettendo a disposizione personale qualificato e mezzi per poter al meglio supportare la diffusione dell’opera letteraria.

Descrizione

Harmakis Edizioni è la casa editrice che nasce dal desiderio della scoperta e delle nuove possibilità. Viviamo nel tempo dell’accelerazione, un tempo dove tutto cambia velocemente e dove ogni cosa del passato subisce una rivoluzione o approfondimento importante. Dove si sente il bisogno della riflessione, di soffermarsi per capire verso quale direzione siamo diretti, verso quale nuovi orizzonti dobbiamo affacciarci. E l’Harmakis dentro questo cambiamento si pone a disposizione di coloro che dentro questa trasformazione vogliono lasciare traccia del loro passaggio con lo studio, con la scoperta e con la creatività.